domenica 22 dicembre 2013

Disimparare la guerra





VIA DOGANA n.107
dicembre 2013

Rivista di pratica politica
Librerie delle donne - Milano

DISIMPARARE LA GUERRA
IMPARARE A CONFLIGGERE

Le immagini in questo numero ricordano la prima guerra mondiale, la Grande Guerra di cui l'anno prossimo ricorre il centenario europeo (e nel 2015 quello italiano).

Tra le pagine interessanti:
"Papà ti hanno Paestatum?" di Gianni Ferronato, riflessioni di un uomo presente al recente incontro nazionale di Paestum ;
Bergoglio. Applaudirlo meno e ascoltarlo meglio di Luisa Muraro, secondo la quale l'intento di questo papa non sarebbe di atteggiarsi a francescano ma di spogliarsi della sacralità;
Transiberiana. Vite di donne e uomini in rivolta di Laura Minguzzi, sulle  undici decabriste che  seguirono i loro compagni e mariti in esilio, dopo la rivolta del 1825 (chiamata decabrista dal nome russo, dekabr', di dicembre) contro il regime zarista.


Il prossimo numero uscirà a marzo 2014




---------------------------------------------------------------------------------------

sabato 21 dicembre 2013

L'Aquila 2009-2013









LEGGENDARIA n. 102
Libri Letture Linguaggi
novembre 2013

http://www.leggendaria.it/

Paesaggi violati

Questo numero di Leggendaria include un supplemento: L'Aquila 2009-2013, una Antologia-TerreMutate delle pagine che la rivista ha dedicato alla città negli ultimi quattro anni. L’Aquila è la città dove l’associazione Donne TerreMutate (che Leggendaria ha affiancato sin dal suo costituirsi) ha tessuto trame relazionali sul terremoto e i suoi effetti sulla città, sulla comunità e sulle singole vite.

Tra le tante pagine interessanti, segnaliamo nella sezione Pratiche (che ospita narrazioni di eventi culturali):
Flânerie di Chiara Mezzaluna
"Pensieri durante la passeggiata letteraria sulle tracce di Ingeborg Bachmann a Roma.
E nella sezione Primopiano:
Magnifica scelta di Eleonora Rao
"Il Nobel alla canadese Alice Munro premia una scrittrice di racconti dove prevalgono le voci e le coscienze femminili".

Nelle ultime pagine il saluto alla recentemente scomparsa Donatella Tellini che tra le altre cose ha creato a suo tempo l'Aied e la Biblioteca delle donne Melusine a L'Aquila.



------------------------------------------------------------------------------------------------------------

lunedì 2 dicembre 2013

Biografia di Anna Kuliscioff



Anna Kuliscioff
Vita privata e passione politica
di
Marina Addis Saba


La biografia di Anna Rosenstein sposata Makarevič nota come Anna Kuliscioff esce nel 1993, scritta da una studiosa del fascismo Marina Addis Saba.
La Kuliscioff nasce nel 1854 (lei sosteneva di essere nata nel 1857 ma alcuni biografi sostengono che fosse prima del '54) da una famiglia borghese ebrea, a Sinferopoli in Crimea.
I suoi rapporti con i terroristi russi la costringono all'esilio e si rifugia in Svizzera per sfuggire alla polizia segreta zarista.
A Zurigo nel 1871 si iscrive al Politecnico e sarà la prima donna a farlo. Studia medicina, conosce Andrea Costa e lo segue in Italia. Nel 1878 viene processata a Firenze in quanto sovversiva russa.
Dopo il rapporto con Costa (padre dell'anarco-socialismo italiano), tormentato e travagliato a causa dei rispettivi periodi trascorsi in prigionia e della diversa concezione dei rapporti uomo-donna, la Kuliscioff diventa la "libera compagna" del socialista Filippo Turati.

"Dottora" dei poveri a Milano, dove vivrà per quarant'anni, la Kuliscioff sarà la "signora del socialismo italiano", attraverso l'attività politica, saggistica e giornalistica. Contribuirà ad aprire il movimento operaio italiano a una dimensione internazionale e insieme a Turati combatterà per il voto alle donne, per la tutela del lavoro femminile e minorile, per la difesa e l'organizzazione dei lavoratori in generale e per varie altre battaglie progressiste.

Nei suoi ultimi anni condanna la violenza bolscevica e si impegna contro il fascismo. Il 29 dicembre del 1925 muore. Al suo funerale le squadre fasciste assaltano le carrozze, distruggono le corone di fiori, si scagliano contro i suoi amici che prendono a spalla la sua bara "facendola ondeggiare paurosamente".
Conclude la Addis Saba: "Difficile davvero era stato vivere per Anna Kuliscioff e difficile morire".



------------------------------------------------------------------

mercoledì 30 ottobre 2013

Racconti dalla città di carta



Antologia di scrittrici contemporanee
RACCONTI TRIESTINI
a cura di Gabriella Musetti

arbor librorum edizioni - 2011

In copertina: La mula de Trieste di Nino Spagnoli,
fotografia di Marinella Zonta

Il volume si completa idealmente con la Guida sentimentale di Trieste. Sono qui raccolte alcune scrittrici contemporanee che vivono o hanno vissuto a Trieste o la frequentano spesso. Alcune giovanissime, altre affermate: Gabriella Chmet, Eva Dolcemascolo, Giorgetta Dorfles, Mariella Grande, Kenka  Lekovich, Francesca Longo, Laura Moniz, Marina Moretti, Melita Richter, Marina Silvestri, Vesna Stanić, Mary Barbara Tolusso, Licia Ugo, Laila Wadia.

Dalla prefazione di Gabriella Musetti: Una città di carta, è stata definita, tanto è abbondante e quasi autoriproducentesi, in una parallela e autonoma dimensione dell'immaginario, la vita stessa  di questa città. Miti, riproduzioni di immagini, fantasie spericolate, figurazioni che definiscono uno spazio urbano, archetipi che si riflettono in una dimensione pubblica vissuta con fastidio o con orgoglio da parte dei cittadini, tutto questo porta a una sovradimensione dei discorsi che vengono inevitabilmente ad alimentare sé stessi, gonfiandosi in un circuito perverso. Eppure... Eppure è una città che non lascia indifferenti, che si possa attraversare senza esserne in qualche modo affascinati, proprio per quella sua difficoltà di decifrazione e di intima cattura.



Link: Racconti triestini in arbor librorum edizioni



------------------------------------------------------------------------------

domenica 27 ottobre 2013

Scorribande verbali tra l'interno e l'esterno





GUIDA SENTIMENTALE DI TRIESTE
a cura di Gabriella Musetti

Testi di Silvia Bon, Nilla Deponti, Paola Di Florio, Adriana Giacchetti, Silvana Hvalič, Giovanna La Licata, Ester Olivo, Giada Passalacqua, Eliana Perini, Chiara Verzegnassi, Denise Yturralde, Marinella Zonta, Silvana Lampariello Rosei,  Maya Kiskinova, Kaori Fuji, Anna Gregorio Michelazzi

In copertina, particolare degli stucchi
della volta del Caffè Tommaseo.
Fotografia di Marinella Zonta

arbor librorum edizioni - 2011


Il lavoro è stato promosso dall'Associazione di volontariato culturale di donne Luna e l'altra con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ed è nato all'interno del progetto pluridisciplinare Afrodite in cammino, sul tema della violenza contro donne.
Frutto di un Laboratorio di scrittura frequentato da donne di diversa età presso la Casa Internazionale delle Donne di Trieste. Si è deciso di porre attenzione al desiderio delle donne di riappropriarsi degli spazi della città, cioè un riprendersi la libertà di movimento,  piuttosto che focalizzare sulle limitazioni della sofferenza e dei soprusi.
Ai racconti-percorsi delle donne sono affiancate delle schede informative con lo scopo di suggerire luoghi e portare l'attenzione su alcune caratteristiche di Trieste (le librerie, i caffè, i cimiteri ecc.).

Una città quindi raccontata al femminile. Forse la voce e l'angolatura che mancava nella folta produzione di libri contenenti "la città di Trieste". Scorribande tra l'interno e l'esterno, tra la propria vita e la città in cui si vive, la città che si vive.
Una guida che può accompagnare amichevolmente chi visita Trieste.

Dalla presentazione di Gabriella Musetti: "Trieste città delle contraddizioni, città di carta, città dei matti, città di frontiera, città dei commerci, incrocio di civiltà, centro delle periferie, crogiuolo di culture, città mitteleuropea, nostalgica del suo passato, città plurilingue, città da cui si fugge ma a cui si torna, non luogo, città di scontrosa grazia, personaggio città, città senza pace, città della bora: sono tanti i fantasmi che aleggiano sulle sue strade o si incarnano - provvisoriamente - in una pietra sporgente da un palazzo."

Link relativi alla "guida" : Arbor Librorum Edizioni , Società Italiana delle letterate, Il Paese delle donne


-----------------------------------------------------------------------------------------

mercoledì 23 ottobre 2013

Una saga familiare


Foto da la1rsi.ch dove è possibile vedere-ascoltare
un'intervista all'autrice.



ROSETTA LOY
Le strade di polvere
Einaudi - 1987




Post già pubblicato in letture-e-riletture.blogspot.com

Nella stessa casa convivono e si susseguono diverse generazioni: agricoltori, soldati, commercianti, suore, figli, mariti, mogli, serve e servi, fratelli e sorelle. In un contesto in cui si ripetono le guerre, lontane o nei paraggi, che rimandano a casa gli uomini cambiati, e si ripetono i parti, qualcuno togliendo la vita alla madre o al neonato. E poi ci sono gli amori, quelli silenziosi, quelli inevitabili, quelli inopportuni, ma anche quelli fortunati; e c'è la povertà che affianca le ricchezze, ci sono le opportunità colte o ignorate, gli incidenti, l'alluvione, il colera. Matrimoni e vedovanze, nascite e morti tra vizi e virtù di ognuno. Piccole magie terrene. Grandi miracoli accolti distrattamente.

Con una geografia che, partendo dalla casa situata in un villaggio del Monferrato, passa per i nomi esotici e lontanissimi dove si svolgono le guerre e per le polverose "strade per" il circondario. Una geografia fatta umilmente anche di colline e di alberi: il noce o il pero fermi da decenni nella visuale di una finestra e che testimoniano molte vicende familiari o vengono implicati direttamente nel destino di qualcuno.

Tutto raccontato al presente, riproducendo l'incessante pulsare della vita.

Il romanzo inizia con il personaggio del Gran Masten che fa costruire la casa alla fine del Settecento quando comincia a possedere bestie e terre, e finisce con il silenzio di due dei suoi figli, in questo breve Epilogo:

Si racconta che Luìs e Gavriel rimasti soli non parlassero mai. Sedevano di fronte al fuoco, vecchi e asciutti, chiusi in un cerchio invalicabile di silenzio. Il tramestio dei topi sempre più numerosi, il rumore della pioggia e dei tuoni o lo sbattere di una farfalla notturna ai vetri, annegavano al di là di quel silenzio senza superare mai il limite di guardia. Nemmeno il violino del Giai, se ancora avesse suonato, avrebbe potuto. Solo alla fine, quando la fiamma aveva bruciato l'ultimo pezzo di legno (meli che non producevano più frutti, rami secchi del noce e poi, in seguito, anche il pero davanti alla sala), Gavriel, il maggiore, si alzava: - Andumma a drommi, - diceva. - Andumma, - rispondeva Luìs raddrizzando la sua gamba diventata pura cartilagine. E quelle parole, le uniche possibili, deflagravano nella casa e la percorrevano come un vento nell'oscurità delle stanze. Sollevavano la polvere dai mobili, e la casa intera scricchiolava come un vascello in rada.


(Angela Siciliano)

---------------------------------------------------------------------------------

giovedì 3 ottobre 2013

Leggendaria n.100, LeggereDonna n. 160





Ecco due numeri di due riviste consultabili nei nostri locali: il n. 100 di Leggendaria che in realtà risale a maggio 2013 e il n.160 di LeggereDonna di luglio-agosto-settembre 2013.
Le riviste sono escluse dal prestito.

LEGGENDARIA con orgoglio festeggia il centesimo numero e 17 anni di pubblicazioni ininterrotte nelle prime pagine!
Nel sommario troviamo tra le altre cose:
il Tema dedicato a "Generazioni & Narrazioni", ovvero identiche domande (su cosa pensano del femminicidio, sull'effetto di definirsi femminista, sul caso di definirsi queer) a varie donne di diversa età e formazione;
il Reportage che ci porta in Pakistan con  Monica Luongo (articolo sulla rigida separazione dei sessi) e in India con Luisella Vèroli (alla ricerca della spiritualità matriarcale nei villaggi rurali);
il Primo Piano che in mezzo a tanto altro interessante ci informa anche della recente pubblicazione negli U.S.A. del romanzo La rappresaglia della scrittrice aquilana Laudomia Bonanni (Premio Viareggio 1960 con L'imputata);
e In Appendice in cui troviamo la III Parte del romanzo a puntate, a sei mani, di Lidia Ravera, Chiara Mezzalama, Gaia Formenti intitolato Le leggendarie.


LEGGEREDONNA n.160 dedica un inserto alle Riflessioni sul processo della regina di Madame de Staël (Piccola biblioteca di Leggere Donna).
Numerose anche in questo numero le recensioni tra le quali quella di Adriana Lorenzi su Sogni di Dolores Prato (Quodlibet- 2010), quella di Elisabetta Roncoli su Ora o mai più di Nadine Gordimer (Feltrinelli -2012), quella di Clotilde Barbarulli su Talpe a Caracas, Cose viste in Venezuela (Jaca Book - 2012);
e poi un racconto: Troppo tardi, non lo è mai! di Irina Tuscanu (segnalato nell'edizione 2013 del premio di narrativa dell'Associazione Dialogare di Lugano);
un'intervista: a Tilde Capomazza (tra le realizzatrici della trasmissione "Si dice donna" in onda su Rai 2 dal 1976 al 1981).
e per il Teatro: L'antigone di Elsa Morante - La serata a Colono (ne scrive Jolanda Leccese).

E tutto il resto... da leggere!




-----------------------------------------------------------

mercoledì 2 ottobre 2013

Via Dogana n. 106


 
 
 
 
 
 FUOCHI E FORNELLI DEL SECOLO XXI

E’ arrivato il numero 106 – Settembre 2013
di Via Dogana,
la rivista trimestrale di pratica politica
edita dalla
Libreria delle Donne di Milano

Vi segnaliamo:
 
Adele, Josefa e Laura (I lupi non sono vegetariani), in cui Adele è Adele Gambaro, senatrice bolognese espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato; Josefa è Josefa Idem, neo-ministra alle pari opportunità dimessasi “per una storia pasticciata di IMU in parte non pagata” e Laura è Laura Boldrini, la Presidente della Camera, che si è scontrata con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat;
Cuoche ribelli, in cui Ida Farè e Stefania Giannotti, cuoche eccellenti, presentano 3 libri di narrativa e memorie che indagano su cosa succede davvero in una cucina;
la rubrica Piccolo grande schermo, che recensisce 3 film italiani di registe donne usciti nel 2013:
Viaggio da sola di Maria Sole Tognazzi – Tutto parla di te di Alina Marazzi – Miele di Valeria Golino
e, ancora, l’inserto Pausa Lavoro, a cura del Gruppo Lavoro della Libreria delle Donne di Milano.

Questo numero è arricchito da fotografie dedicate alle Manifestazioni: quelle di Piazza Taksim e Gezi Park a Istanbul, di Piazza Tahrir al Cairo, di Tunisi e poi in Spagna, Brasile, Grecia, Italia (Paestum, Vicenza, Val Susa, Brescia).

Il prossimo numero di Via Dogana uscirà a dicembre 2013.

 


------------------------------------------------------------------------------------

domenica 29 settembre 2013

Ferite a morte


Tra gli ultimi arrivi:
FERITE A MORTE
di Serena Dandini
Collaborazione ai testi e alle ricerche
di Maura Misiti
Rizzoli - 2013


Femminicidio è una parola nuova e già abusata e inflazionata, ma purtroppo realistica: tanti omicidi hanno alla base l'odio di genere, con il maschio come assassino e la femmina come vittima.
Ma questo libro è molto lontano dal vittimismo.

Dalla introduzione di Serena Dandini:
Tutto nasce dal desiderio di raccontare in un modo diverso le esistenze delle donne vittime di femminicidio: lo so , è una parola che non piace, molti storcono il naso davanti a questo termine. Certo, se ne possono trovare altri più aggraziati o pertinenti, chiamiamolo pure come ci pare ma almeno affrontiamo il dramma per quello che è senza fare finta che non esista, attittudine sempre in voga nel nostro Paese che aggiunge oltre al disinteresse un sarcasmo diffuso, come se il fenomeno fosse un'invenzione femminista di qualche reduce nostalgica sempre in vena di vittimismo: "Dai muoiono tutti, uomini e donne, dov'è la differenza?" Purtroppo è nei numeri e nella tipologia dei delitti che parlano chiaro e azzerano ogni polemica.

Ma, come giustamente scrive ancora la Dandini:
...se le donne sono vittime predestinate, gli uomini non vanno abbandonati a una cultura che li vuole dominatori, violenti, ossessionati dal possesso. Anzi, andrebbero aiutati a trovare altre strade per gestire la loro rabbia e il loro dolore. Siamo tutti figli di un analfabetismo sentimentale che considera la prevaricazione e la violenza come aspetti possibili della relazione tra un uomo e una donna, un dato di fatto che vede i maschi e le femmine imprigionati in questi ruoli rigidi, legittimati da una società patriarcale.

In "Ferite a morte" vengono immaginate, in una specie di paradiso, le donne morte per mano dei loro uomini (mariti, padri, fratelli, amanti) a causa della disobbedienza alle regole imposte dalle società in cui vivevano. Qui si raccontano brevemente e lucidamente, quasi con poesia, con ironia e con una sapiente leggerezza, spiegandoci le circostanze delle loro ferite mortali.

"Ferite a morte" arriva a Trieste il 31 ottobre prossimo, in chiave teatrale,
Messa in scena di Serena Dandini,
collaborazione ai testi di Maura Misiti.

Una sobria scena teatrale, un grande schermo e quattro donne che si alternano a raccontare la propria tragica avventura.
Uno spettacolo drammatico ma, come nel libro, conservando un linguaggio leggero e i toni ironici. Le attrici: Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio e Lella Costa.




---------------------------------------------------------------------------------------------

sabato 24 agosto 2013

A Västerby con Tove Jansson




L'onesta Bugiarda
di Tove Jansson

Iperborea - 1988
Traduzione e introduzione
di Carmen Giorgetti Cima



L'autrice immagina due personaggi femminili dal carattere totalmente opposto che si incontrano e scontrano, cambiandosi a vicenda.
Anna Aemelin è la signora anziana, un po' svanita ma certo non a causa dell'età, che vive in una casa isolata ai margini di Västerby, un villaggio sul mare sommerso dalla neve per i lunghi mesi invernali.
Anna si mantiene disegnando conigli a fiori, e ignora tutto ciò che può disturbare il suo quotidiano, convinta che ognuno faccia esattamente quello che deve fare. Ha fiducia negli altri, ha fiducia nel mondo, vive con leggerezza.

Katri Kling invece vive pesantemente pur essendo ancora giovane ma è isolata anche lei, un po' per scelta, un po' perché gli altri del villaggio la temono pur apprezzandola proprio per quei motivi che li spaventa: Katri decifra subito le intenzioni degli altri, scopre gli imbrogli prima che avvengono e dopo, sa calcolare le entrate e le uscite di ogni affare. Gli altri la cercano per un consiglio prima di firmare un accordo, per una parola chiara in mezzo ad un litigio per interessi ma hanno paura del suo sguardo. I bambini la inseguono urlandole dietro "strega".

Attraverso una lenta e inesorabile strategia, Katri e il suo intelligente, sensibile ma lento e ingenuo fratello, entreranno nella vita di Anna, rendendosi indispensabili e finendo per convivere.
I due caratteri diversi si confronteranno e la rude onestà di Katri smonterà l'insieme di illusioni di Anna, amareggiandola ovviamente, ma "svegliandola" in maniera salutare. Contemporaneamente la fiducia verso gli altri di Anna e alcuni avvenimenti conseguenti alla sua amabilità e sensibilità, cambieranno anche Katri.

Molto interessanti il personaggio di Mats, il fratello, e del cane senza nome di Katri che riceverà finalmente un nome da Anna e scoprirà con lei che la vita di un cane è anche giocare oltre che obbedire e vegliare.

Il libro essendo "un iperboreo" è stretto e maneggevole. Ma in questo caso anche i contenuti sono costruiti in modo molto maneggevole: al sodo e con poche chiacchiere inutili.

Tove Marika Jansson (1914-2001), nata a Helsinki ma appartenente alla minoranza svedese, ha scritto Den ärliga bedragaren nel 1982. Se non avesse scritto romanzi sarebbe comunque famosa per via dei suoi Mumin, i pupazzi bianchi a forma di ippopotamo, creati da lei e pubblicati fin dal 1945.


(Angela Siciliano)


----------------------------------------------------------------------------------------------


lunedì 19 agosto 2013

A Hundreds Hall con Sarah Waters






L'OSPITE
di SARA WATERS

Editore: Ponte alle Grazie - 2009
Traduzione di Maurizio Bartocci

Se avete già letto "Affinità", riconoscerete in questo romanzo la
maestria dell'autrice nel portarvi dentro una storia imbevuta di paranormale, di un soprannaturale che viene puntualmente smentito dalla dimensione scientifica che a sua volta viene messa in dubbio dal soprannaturale, appena possibile.

Accanto ai delicati e sensibili personaggi maschili ecco i forti personaggi femminili, forti ma fragili di fronte al potere di forze invisibili. Fantasmi? Presenze indefinibili? Energie incontrollabili? Fantasie dovute alla stanchezza e alle preoccupazioni? Paure? Nervi a fior di pelle? Forze interiori più che esterne? Chissà. Razionalità e irrazionalità si specchiano e si deformano a vicenda.

Il "personaggio" principale, il centro della vicenda è Hundreds Hall, una casa antica, il suo parco, i suoi terreni e la sua storia di splendori, che però noi lettori incontriamo al momento del declino e che lasciamo coperta di erbacce, con i vetri rotti e i soffitti gonfi di umidità, poco attraente per qualunque acquirente.

Il libro è forse troppo voluminoso per portarlo in borsa senza fatica, sotto l'ombrellone, in autobus o ai giardinetti accompagnando figli o nipoti ma, nonostante i temi e le atmosfere, è facile da leggere, e coinvolgente al punto che si dimentica tutto il dimenticabile pur di arrivare presto alla pagina seguente, esattamente come negli altri romanzi della Waters: "Ladra", "Turno di notte", "Carezze di velluto" e lo stesso "Affinità" al quale accennavo prima.
Di diverso in questo romanzo c'è che nessun personaggio ha pulsioni lesbiche o è coinvolto in una relazione lesbica o sfrutta il lesbismo latente di qualcuno, tutte caratteristiche alle quali la Waters ci aveva abituate/i con i precedenti romanzi. Particolarità questa che non è un difetto e neanche un pregio, è soltanto un'ulteriore esibizione della propria bravura da parte dell'autrice.


(Angela Siciliano)

---------------------------------------------------------------------------------

lunedì 22 luglio 2013

Lontano con Ute Ehrhardt



LE BRAVE RAGAZZE
VANNO IN PARADISO
LE CATTIVE DAPPERTUTTO
di Ute Ehrhardt

Il libro uscito nel 1994 in Germania è stato pubblicato in Italia
da Corbaccio nel 1996, con la traduzione di Stella Boschetti.
L'ironia del titolo non lo rende un libro comico, ovviamente, ma scorre e coinvolge, stimola e provoca con semplicità e leggerezza.

Le trappole culturali, gli atteggiamenti pseudo-naturali, le strategie psicologiche che spesso le donne adottano per sopravvivere vengono smascherate. L'autrice, psicologa, propone alla lettrice un percorso forse doloroso ma inevitabile  per conquistare la consapevolezza di sé.
Per essere donne vere occorre proprio smettere di essere "le brave ragazze" che ci hanno insegnato di essere, perché le cosiddette "brave ragazze" spesso sono donne perdenti, infelici, impotenti che hanno rinunciato a sé stesse, e perché come dice a chiare lettere il sottotitolo, essere "brave" non porta lontano.

Ovviamente il consiglio non è di togliersi l'abito da "santarelline" per indossare quello delle "diavolette", ma di attraversare l'analisi dei nostri comportamenti indotti e di conseguenza interrompere il circolo vizioso che continua a farci assumere nella società e nel privato i ruoli meno significativi, meno gratificanti, meno retribuiti, più pesanti, e probabilmente anche lontani dal nostro potenziale e dalle nostre vere attitudini.

Questa lettura potrebbe abbinarsi bene al sostanzioso "SECONDO SESSO" di Simone De Beauvoir che risale al 1949 (storicamente uno dei primi studi sul ruolo e la ruolizzazione della donna) e al sempre valido "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti, uscito nel 1973 (grazie al quale rivivere quanto ci è stato indotto nella nostra infanzia e poter quindi evitare errori e cliché con i nostri eventuali figli e nipoti).

Bella la citazione di una frase di Platone, in quarta di copertina, sotto la foto dell'autrice:
"Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti".
In fondo il complesso di molte donne è proprio questo: Cercare di far tutti contenti.
Tutti tranne sé stesse!
Invece è necessario imparare a dire tutti i "no" e i "si" necessari, per non diventare invisibili.
Invisibili anche agli occhi di chi amiamo.



(Angela Siciliano)


----------------------------------------------------------------------------

giovedì 18 luglio 2013

In convento con Agnello Hornby



Leggendo LA MONACA di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli - 2010), viaggiamo soprattutto tra Messina e Napoli, e tra "Il gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i romanzi, senza il commissario Montalbano, di Andrea Camilleri.

Se si è già letto "La monaca di Monza" di Alessandro Manzoni e "Anima mundi" di Susanna Tamaro, si ha l'impressione di ritrovarli un poco nell'atmosfera di questo romanzo; quando descrive le peripezie e la sofferenza della clausura imposta, ricorda ovviamente il primo, quando descrive i vantaggi della solitudine e il contatto diretto tra un orto e la volontà, l'amore di Dio, ricorda il secondo.

La vicenda inizia in un caldo ferragosto del 1839, con i fasti di una festa religiosa che con semplicità mescola il sacro al profano, e il romanzo finisce nell'aprile del 1848.
Agata, figlia tredicenne di un maresciallo prossimo a morire, è il personaggio principale che verrà spinto da un convento all'altro, da una prigionia all'altra, a seconda dei bisogni della madre, vedova e squattrinata con poca dote per le figlie e tanto bisogno di protezione.
Come spesso accadeva allora, Agata sarà costretta a dirsi in possesso della vocazione monacale, per risolvere i problemi familiari. Ma in certi momenti sentirà davvero la vocazione.
Con i suoi sì e i suoi no diventa presto imprevedibile e incontrollabile per i suoi superiori e i familiari.
Intanto tra i vicoli poveri e i salotti ricchi, la Rivoluzione si prepara ed esplode.

I vari conventi in cui Agata vivrà, sono luoghi con una propria storia e dignità secolari, ma per lei saranno spesso soltanto una prigione, un concentrato insopportabile di intrighi e cattiverie, un invivibile mondo di invidie e maldicenze.
Fortunatamente troverà anche momenti di pace e spazi di salutare solitudine, di armonia e solidarietà laboriosa con le consorelle.
Numerose le  fughe, navigando sul Tirreno e intorno la Sicilia, avendo per bussola la  propria intuizione, a volte rifugiandosi in spazi interiori dove oltre che sé stessa trova anche l'amore divino.

Due amori terreni la segneranno: il primo per il giovane Giacomo che presto verrà anche lui spinto ad obbedire alla propria famiglia sposando una donna con la giusta dote, il secondo per James, il capitano della marina inglese che da una rispettosa e colta distanza non l'abbandonerà mai. Questo amore maturerà platonicamente negli anni e dall'ultima pagina in poi sembrerebbe destinato a realizzarsi pienamente anche se James non è più scapolo. Di sicuro saranno liberi o si prenderanno la libertà di amarsi e di essere sé stessi.

(Angela Siciliano)

-------------------------------------------------------------------------------

martedì 25 giugno 2013

Nr.105 di 'Via Dogana' e 'Noi donne' di giugno



Sono arrivati i numeri di Giugno 2013
di NOI DONNE e di VIA DOGANA


Questo numero di  NOI DONNE, ricca rivista mensile di 48 pagine, si occupa della  Galassia Salute.
Segnaliamo:
-Il corpo delle donne e la galassia della salute, editoriale di Tiziana Bartolini, e i tanti articoli nella sezione Focus;
Sezione Attualità:
-Dalla Thatcher alla Boldrini, il sessismo della politica, di Giancarla Codrignani;
-La guerra, l’embrione e l’ordine cristiano – Da Agostino a Papa Francesco la vita e la morte nei secoli secondo la Chiesa, di Stefania Friggeri;
-Le sette ministre del governo Letta. Sette su ventuno. Dall’esperta di ingegneria robotica alla
campionessa olimpionica: i talenti e le competenze al vertice, di Maria Fabbricatore;
Sezione Mondi:
-Il caso Yiulia Tymoshenko – Strasburgo condanna l’arresto della “Signora dell’Est”, di Cristina
Carpinelli;
-Perù /Bambine e lavoratrici: Le piccole figlie delle Ande – Dove migrare è una sconfitta, di Maria
Elisa Di Pietro: il Perù vive un boom economico paragonabile a Cina e India, eppure mantiene il
primato dell’occupazione minorile in America latina, con più di 2 milioni di piccoli lavoratori;
-Rivendico il diritto alla mia patria, di Emanuela Irace, che racconta la storia di Haneen Zoabi,
prima donna araba eletta alla Knesset, il Parlamento israeliano, in un partito arabo, laico e di
sinistra.

Infine, nella Sezione  Approdi, vi segnaliamo la recensione di Rosangela Pesenti allo spettacolo
Luna di Mele, prodotto da Luna e L’Altra Teatro di Trieste per parlare di violenza sulle donne,
di e con  Adriana Giacchetti e Francesca Varsori, presentato in anteprima alla Casa Internazionale delle Donne di Trieste all’inizio del 2012.

In Centro Documentazione potete trovare i seguenti scritti di Rosangela Pesenti:  E io crescevo…Velia Sacchi, una ragazza nella Resistenza a Bergamo;
in  Donne Disarmanti, una raccolta di scritti pacifisti:
Lisistrata; Donne, Pace e DemocraziaBertha von Suttner; Racconti di Case, il suo ultimo libro, che il 16 maggio scorso l’autrice ha presentato alla Casa Internazionale delle Donne.

Sul suo sito  www.rosangelapesenti.it è inoltre scaricabile gratuitamente  Trasloco, non più disponibile in libreria.

Per saperne di più su NOI DONNE, visitate il sito www.noidonne.org

Del numero 105 – Giugno 2013 di VIA DOGANA, la rivista trimestrale di pratica politica edita
dalla Libreria delle Donne di Milano  ( www.libreriadelledonne.it ), vi segnaliamo:

Teresa d’Avila. La rivolta di una santa contro la gerarchia, pubblicazione di un passo del
Cammino di perfezione scritto dalla santa, che a suo tempo fu censurato;

sulla situazione politica italiana:
-Le Cinque stelle: pareva sottomissione e silenzio ma soffia un vento nuovo, di Vita Cosentino;
-Portare la finzione al giudizio della realtà, di Luisa Muraro, sul rapporto tra donne e politica;

ed inoltre:
-La milite ignota della violenza maschile, di Silvia Baratella, sulla statua in onore di tutte le donne
vittime di violenza recentemente eretta in una piazza di Ancona (immagine in quarta di copertina);
-Valletta parlante, non muta velina, di Sabina Ciuffini, nata negli anni cinquanta, scoperta per la
TV da Mike Buongiorno per la trasmissione a quiz Rischiatutto (1970-1974).

Le immagini di questo numero sono dedicate alla mostra  Autoritratti. Iscrizioni del femminile
nell’arte contemporanea, presentata da Uliana Zanetti alle pagine 26-27.

Il prossimo numero di Via Dogana uscirà a settembre 2013.



domenica 12 maggio 2013

Racconti di case




















Giovedì 16 maggio, alle ore 17.30, presso la sala conferenze della Casa Internazionale
delle Donne – Via Pisoni 3 – Trieste, si terrà la presentazione del libro di
Rosangela Pesenti
RACCONTI DI CASE
Il linguaggio dell’abitare nella relazione tra generi e generazioni
Edizioni Junior.

Introdurranno: Adriana Giacchetti e Francesca Varsori, de Luna e l’Altra Teatro
Interverranno: Zanette Chiarotto – Circolo UDI La Mimosa
e Patrizia Saina – Casa Internazionale delle Donne
Sarà presente l’Autrice.

Femminista, dirigente dell'U.D.I., insegnante, Rosangela Pesenti ha pubblicato la sua tesi di
dottorato in antropologia ed epistemologia della complessità (www.rosangelapesenti.it).
E’ nato così Racconti di case, nel quale la casa viene indagata come luogo che diventa
linguaggio nelle relazioni tra uomini e donne, e tra adulti e cosiddetti minori, strutturando,
nell’abitare, la cultura che fonda le forme individuali e sociali della sopravvivenza.

La casa, struttura materiale, luogo simbolico, fonte di inesauribili metafore abitative, è anche
lo spazio in cui avviene la riproduzione della specie. Dentro le case viene erogato tutto il
lavoro per crescere bambine e bambini, accudire, mantenere in vita, riprodurre le condizioni
della trasmissione culturale attraverso la manutenzione degli spazi, l’integrazione dei tempi,
l’apprendimento dei fondamenti del vivere che ci consentono di diventare, o meno, donne e
uomini autonomi e capaci di costruire collettività.
Guardare le nostre case come oggetti di indagine può aiutarci a leggere il difficile presente in cui
viviamo.

Vi ricordiamo anche che il giorno prima, mercoledì 15 maggio, alle ore 18.00, al Circolo
“Tina Modotti” in Via Ponziana 14 a Trieste, Rosangela Pesenti interverrà all’incontro Tracce
per una storia politica delle donne – Dal Risorgimento al Femminismo.



Numero 104 di Via Dogana





 

 
E’ arrivato il numero 104 – Marzo 2013 di Via Dogana,
la rivista trimestrale di pratica politica edita dalla Libreria delle Donne di Milano (http://www.libreriadelledonne.it/pubblicazioni/un-si-e-qualche-no/)

Vi segnaliamo:

- Un sì e tre no. Quello che vogliamo e quello che non vogliamo dalle elette. Pensieri e proposte per tenere alta la rotta e non perderci di vista. Anche puntando in alto, di Lia Cigarini, Giordana Masotto, Lea Melandri;

- Alcune testimonianze di donne con esperienze di politica istituzionale: Non ero lì a fare folklore, di Aurora d’Agostino; Lei deputata. Io presente-assente, di Alessandra De Perini;

- L’articolo di Stefania Tarantino La generosità di Paestum, sul grande convegno del femminismo autonomo tenutosi a Paestum nell’ottobre 2012;

- La scienza ha molto da imparare (dalla differenza sessuale), di Sara Gandini, vice-direttora della divisione di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Oncologico Europeo di Milano;

- La rubrica di recensione libri Leggerò di Francesca Graziani.

Le immagini di questo numero di Via Dogana sono dedicate a Women Are Heroes dell’artista JR (presentato alle pagine 26-27 da Paola Bonini).

Il prossimo numero di Via Dogana uscirà a giugno 2013.




venerdì 19 aprile 2013

Presentazione del Centro Documentazione e del Blog

Il Centro di documentazione presso
LA CASA  INTERNAZIONALE DELLE DONNE
di Trieste è intitolato alla memoria
di Elca Ruzzier.

Fondatrice e Presidente dell’Associazione Goap – Centro antiviolenza, vicepresidente della Commissione per le pari opportunità della Provincia e componente della Commissione per le pari opportunità del Comune di Trieste, Elca Ruzzier è scomparsa il 10 maggio 2009.
Intitolarle il Centro di Documentazione è un atto dovuto e un omaggio affettuoso a una donna che ha fatto tanto, con competenza e passione, per le donne e per la Casa Internazionale stessa.

Gli scopi del CENTRO DOCUMENTAZIONE ELCA RUZZIER sono:
  • valorizzare la differenza di genere in ogni ambito sociale, politico e culturale;
  • favorire la partecipazione e il dibattito sui temi di attualità e di particolare interesse per le donne;
  • recuperare le esperienze, le testimonianze, i saperi e la storia delle donne a livello locale;
  • diventare un luogo dove si possono intrecciare attività culturali, di ricerca e di impegno sociale;
  • sostenere gli studi di genere, anche tramite incontri con autrici e gruppi di lettura.

Il patrimonio bibliografico, del quale il primo nucleo di testi di genere è frutto di donazioni, è in costante accrescimento ed è disponibile alla libera consultazione. E' costituito al momento da un migliaio di testi.
Il Centro raccoglie e conserva libri, riviste specializzate, documentazione, fotografie e materiale audiovisivo relativi alla memoria storica, culturale, politica e sociale delle donne e dei movimenti femministi, con particolare riferimento alla realtà locale.

Lo scopo del blog è di rendere più visibile e più fruibile la biblioteca e i servizi del Centro Documentazione.

Il nostro indirizzo:
Centro Documentazione Elca Ruzzier
c/o Casa Internazionale delle donne
Via Pisoni, 3
34126 TRIESTE

Orario di apertura al pubblico della Casa:
martedì, mercoledì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 - Tel. 040 568476

Orario di apertura della Biblioteca e del Centro di Documentazione:
venerdì dalle 16.00 alle 19.00  -
Tel. 040 568476

La responsabile del Centro Documentazione è la dot.sa Simonetta Pasqualis, bibliotecaria dell'Università degli Studi di Trieste.
Altre persone di riferimento: Angela Siciliano, Zanette Chiarotto e Anastasia Rocchio.


Costruzione blog: Angela Siciliano.

Link: Maggiori informazioni sul Centro Documentazione Elca Ruzzier in questa pagina: casainternazionaledonnetrieste.org/elca_ruzzier

------------------------------------------------------------------------------------