sabato 24 agosto 2013

A Västerby con Tove Jansson




L'onesta Bugiarda
di Tove Jansson

Iperborea - 1988
Traduzione e introduzione
di Carmen Giorgetti Cima



L'autrice immagina due personaggi femminili dal carattere totalmente opposto che si incontrano e scontrano, cambiandosi a vicenda.
Anna Aemelin è la signora anziana, un po' svanita ma certo non a causa dell'età, che vive in una casa isolata ai margini di Västerby, un villaggio sul mare sommerso dalla neve per i lunghi mesi invernali.
Anna si mantiene disegnando conigli a fiori, e ignora tutto ciò che può disturbare il suo quotidiano, convinta che ognuno faccia esattamente quello che deve fare. Ha fiducia negli altri, ha fiducia nel mondo, vive con leggerezza.

Katri Kling invece vive pesantemente pur essendo ancora giovane ma è isolata anche lei, un po' per scelta, un po' perché gli altri del villaggio la temono pur apprezzandola proprio per quei motivi che li spaventa: Katri decifra subito le intenzioni degli altri, scopre gli imbrogli prima che avvengono e dopo, sa calcolare le entrate e le uscite di ogni affare. Gli altri la cercano per un consiglio prima di firmare un accordo, per una parola chiara in mezzo ad un litigio per interessi ma hanno paura del suo sguardo. I bambini la inseguono urlandole dietro "strega".

Attraverso una lenta e inesorabile strategia, Katri e il suo intelligente, sensibile ma lento e ingenuo fratello, entreranno nella vita di Anna, rendendosi indispensabili e finendo per convivere.
I due caratteri diversi si confronteranno e la rude onestà di Katri smonterà l'insieme di illusioni di Anna, amareggiandola ovviamente, ma "svegliandola" in maniera salutare. Contemporaneamente la fiducia verso gli altri di Anna e alcuni avvenimenti conseguenti alla sua amabilità e sensibilità, cambieranno anche Katri.

Molto interessanti il personaggio di Mats, il fratello, e del cane senza nome di Katri che riceverà finalmente un nome da Anna e scoprirà con lei che la vita di un cane è anche giocare oltre che obbedire e vegliare.

Il libro essendo "un iperboreo" è stretto e maneggevole. Ma in questo caso anche i contenuti sono costruiti in modo molto maneggevole: al sodo e con poche chiacchiere inutili.

Tove Marika Jansson (1914-2001), nata a Helsinki ma appartenente alla minoranza svedese, ha scritto Den ärliga bedragaren nel 1982. Se non avesse scritto romanzi sarebbe comunque famosa per via dei suoi Mumin, i pupazzi bianchi a forma di ippopotamo, creati da lei e pubblicati fin dal 1945.


(Angela Siciliano)


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lunedì 19 agosto 2013

A Hundreds Hall con Sarah Waters






L'OSPITE
di SARA WATERS

Editore: Ponte alle Grazie - 2009
Traduzione di Maurizio Bartocci

Se avete già letto "Affinità", riconoscerete in questo romanzo la
maestria dell'autrice nel portarvi dentro una storia imbevuta di paranormale, di un soprannaturale che viene puntualmente smentito dalla dimensione scientifica che a sua volta viene messa in dubbio dal soprannaturale, appena possibile.

Accanto ai delicati e sensibili personaggi maschili ecco i forti personaggi femminili, forti ma fragili di fronte al potere di forze invisibili. Fantasmi? Presenze indefinibili? Energie incontrollabili? Fantasie dovute alla stanchezza e alle preoccupazioni? Paure? Nervi a fior di pelle? Forze interiori più che esterne? Chissà. Razionalità e irrazionalità si specchiano e si deformano a vicenda.

Il "personaggio" principale, il centro della vicenda è Hundreds Hall, una casa antica, il suo parco, i suoi terreni e la sua storia di splendori, che però noi lettori incontriamo al momento del declino e che lasciamo coperta di erbacce, con i vetri rotti e i soffitti gonfi di umidità, poco attraente per qualunque acquirente.

Il libro è forse troppo voluminoso per portarlo in borsa senza fatica, sotto l'ombrellone, in autobus o ai giardinetti accompagnando figli o nipoti ma, nonostante i temi e le atmosfere, è facile da leggere, e coinvolgente al punto che si dimentica tutto il dimenticabile pur di arrivare presto alla pagina seguente, esattamente come negli altri romanzi della Waters: "Ladra", "Turno di notte", "Carezze di velluto" e lo stesso "Affinità" al quale accennavo prima.
Di diverso in questo romanzo c'è che nessun personaggio ha pulsioni lesbiche o è coinvolto in una relazione lesbica o sfrutta il lesbismo latente di qualcuno, tutte caratteristiche alle quali la Waters ci aveva abituate/i con i precedenti romanzi. Particolarità questa che non è un difetto e neanche un pregio, è soltanto un'ulteriore esibizione della propria bravura da parte dell'autrice.


(Angela Siciliano)

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