mercoledì 30 ottobre 2013

Racconti dalla città di carta



Antologia di scrittrici contemporanee
RACCONTI TRIESTINI
a cura di Gabriella Musetti

arbor librorum edizioni - 2011

In copertina: La mula de Trieste di Nino Spagnoli,
fotografia di Marinella Zonta

Il volume si completa idealmente con la Guida sentimentale di Trieste. Sono qui raccolte alcune scrittrici contemporanee che vivono o hanno vissuto a Trieste o la frequentano spesso. Alcune giovanissime, altre affermate: Gabriella Chmet, Eva Dolcemascolo, Giorgetta Dorfles, Mariella Grande, Kenka  Lekovich, Francesca Longo, Laura Moniz, Marina Moretti, Melita Richter, Marina Silvestri, Vesna Stanić, Mary Barbara Tolusso, Licia Ugo, Laila Wadia.

Dalla prefazione di Gabriella Musetti: Una città di carta, è stata definita, tanto è abbondante e quasi autoriproducentesi, in una parallela e autonoma dimensione dell'immaginario, la vita stessa  di questa città. Miti, riproduzioni di immagini, fantasie spericolate, figurazioni che definiscono uno spazio urbano, archetipi che si riflettono in una dimensione pubblica vissuta con fastidio o con orgoglio da parte dei cittadini, tutto questo porta a una sovradimensione dei discorsi che vengono inevitabilmente ad alimentare sé stessi, gonfiandosi in un circuito perverso. Eppure... Eppure è una città che non lascia indifferenti, che si possa attraversare senza esserne in qualche modo affascinati, proprio per quella sua difficoltà di decifrazione e di intima cattura.



Link: Racconti triestini in arbor librorum edizioni



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domenica 27 ottobre 2013

Scorribande verbali tra l'interno e l'esterno





GUIDA SENTIMENTALE DI TRIESTE
a cura di Gabriella Musetti

Testi di Silvia Bon, Nilla Deponti, Paola Di Florio, Adriana Giacchetti, Silvana Hvalič, Giovanna La Licata, Ester Olivo, Giada Passalacqua, Eliana Perini, Chiara Verzegnassi, Denise Yturralde, Marinella Zonta, Silvana Lampariello Rosei,  Maya Kiskinova, Kaori Fuji, Anna Gregorio Michelazzi

In copertina, particolare degli stucchi
della volta del Caffè Tommaseo.
Fotografia di Marinella Zonta

arbor librorum edizioni - 2011


Il lavoro è stato promosso dall'Associazione di volontariato culturale di donne Luna e l'altra con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ed è nato all'interno del progetto pluridisciplinare Afrodite in cammino, sul tema della violenza contro donne.
Frutto di un Laboratorio di scrittura frequentato da donne di diversa età presso la Casa Internazionale delle Donne di Trieste. Si è deciso di porre attenzione al desiderio delle donne di riappropriarsi degli spazi della città, cioè un riprendersi la libertà di movimento,  piuttosto che focalizzare sulle limitazioni della sofferenza e dei soprusi.
Ai racconti-percorsi delle donne sono affiancate delle schede informative con lo scopo di suggerire luoghi e portare l'attenzione su alcune caratteristiche di Trieste (le librerie, i caffè, i cimiteri ecc.).

Una città quindi raccontata al femminile. Forse la voce e l'angolatura che mancava nella folta produzione di libri contenenti "la città di Trieste". Scorribande tra l'interno e l'esterno, tra la propria vita e la città in cui si vive, la città che si vive.
Una guida che può accompagnare amichevolmente chi visita Trieste.

Dalla presentazione di Gabriella Musetti: "Trieste città delle contraddizioni, città di carta, città dei matti, città di frontiera, città dei commerci, incrocio di civiltà, centro delle periferie, crogiuolo di culture, città mitteleuropea, nostalgica del suo passato, città plurilingue, città da cui si fugge ma a cui si torna, non luogo, città di scontrosa grazia, personaggio città, città senza pace, città della bora: sono tanti i fantasmi che aleggiano sulle sue strade o si incarnano - provvisoriamente - in una pietra sporgente da un palazzo."

Link relativi alla "guida" : Arbor Librorum Edizioni , Società Italiana delle letterate, Il Paese delle donne


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mercoledì 23 ottobre 2013

Una saga familiare


Foto da la1rsi.ch dove è possibile vedere-ascoltare
un'intervista all'autrice.



ROSETTA LOY
Le strade di polvere
Einaudi - 1987




Post già pubblicato in letture-e-riletture.blogspot.com

Nella stessa casa convivono e si susseguono diverse generazioni: agricoltori, soldati, commercianti, suore, figli, mariti, mogli, serve e servi, fratelli e sorelle. In un contesto in cui si ripetono le guerre, lontane o nei paraggi, che rimandano a casa gli uomini cambiati, e si ripetono i parti, qualcuno togliendo la vita alla madre o al neonato. E poi ci sono gli amori, quelli silenziosi, quelli inevitabili, quelli inopportuni, ma anche quelli fortunati; e c'è la povertà che affianca le ricchezze, ci sono le opportunità colte o ignorate, gli incidenti, l'alluvione, il colera. Matrimoni e vedovanze, nascite e morti tra vizi e virtù di ognuno. Piccole magie terrene. Grandi miracoli accolti distrattamente.

Con una geografia che, partendo dalla casa situata in un villaggio del Monferrato, passa per i nomi esotici e lontanissimi dove si svolgono le guerre e per le polverose "strade per" il circondario. Una geografia fatta umilmente anche di colline e di alberi: il noce o il pero fermi da decenni nella visuale di una finestra e che testimoniano molte vicende familiari o vengono implicati direttamente nel destino di qualcuno.

Tutto raccontato al presente, riproducendo l'incessante pulsare della vita.

Il romanzo inizia con il personaggio del Gran Masten che fa costruire la casa alla fine del Settecento quando comincia a possedere bestie e terre, e finisce con il silenzio di due dei suoi figli, in questo breve Epilogo:

Si racconta che Luìs e Gavriel rimasti soli non parlassero mai. Sedevano di fronte al fuoco, vecchi e asciutti, chiusi in un cerchio invalicabile di silenzio. Il tramestio dei topi sempre più numerosi, il rumore della pioggia e dei tuoni o lo sbattere di una farfalla notturna ai vetri, annegavano al di là di quel silenzio senza superare mai il limite di guardia. Nemmeno il violino del Giai, se ancora avesse suonato, avrebbe potuto. Solo alla fine, quando la fiamma aveva bruciato l'ultimo pezzo di legno (meli che non producevano più frutti, rami secchi del noce e poi, in seguito, anche il pero davanti alla sala), Gavriel, il maggiore, si alzava: - Andumma a drommi, - diceva. - Andumma, - rispondeva Luìs raddrizzando la sua gamba diventata pura cartilagine. E quelle parole, le uniche possibili, deflagravano nella casa e la percorrevano come un vento nell'oscurità delle stanze. Sollevavano la polvere dai mobili, e la casa intera scricchiolava come un vascello in rada.


(Angela Siciliano)

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giovedì 3 ottobre 2013

Leggendaria n.100, LeggereDonna n. 160





Ecco due numeri di due riviste consultabili nei nostri locali: il n. 100 di Leggendaria che in realtà risale a maggio 2013 e il n.160 di LeggereDonna di luglio-agosto-settembre 2013.
Le riviste sono escluse dal prestito.

LEGGENDARIA con orgoglio festeggia il centesimo numero e 17 anni di pubblicazioni ininterrotte nelle prime pagine!
Nel sommario troviamo tra le altre cose:
il Tema dedicato a "Generazioni & Narrazioni", ovvero identiche domande (su cosa pensano del femminicidio, sull'effetto di definirsi femminista, sul caso di definirsi queer) a varie donne di diversa età e formazione;
il Reportage che ci porta in Pakistan con  Monica Luongo (articolo sulla rigida separazione dei sessi) e in India con Luisella Vèroli (alla ricerca della spiritualità matriarcale nei villaggi rurali);
il Primo Piano che in mezzo a tanto altro interessante ci informa anche della recente pubblicazione negli U.S.A. del romanzo La rappresaglia della scrittrice aquilana Laudomia Bonanni (Premio Viareggio 1960 con L'imputata);
e In Appendice in cui troviamo la III Parte del romanzo a puntate, a sei mani, di Lidia Ravera, Chiara Mezzalama, Gaia Formenti intitolato Le leggendarie.


LEGGEREDONNA n.160 dedica un inserto alle Riflessioni sul processo della regina di Madame de Staël (Piccola biblioteca di Leggere Donna).
Numerose anche in questo numero le recensioni tra le quali quella di Adriana Lorenzi su Sogni di Dolores Prato (Quodlibet- 2010), quella di Elisabetta Roncoli su Ora o mai più di Nadine Gordimer (Feltrinelli -2012), quella di Clotilde Barbarulli su Talpe a Caracas, Cose viste in Venezuela (Jaca Book - 2012);
e poi un racconto: Troppo tardi, non lo è mai! di Irina Tuscanu (segnalato nell'edizione 2013 del premio di narrativa dell'Associazione Dialogare di Lugano);
un'intervista: a Tilde Capomazza (tra le realizzatrici della trasmissione "Si dice donna" in onda su Rai 2 dal 1976 al 1981).
e per il Teatro: L'antigone di Elsa Morante - La serata a Colono (ne scrive Jolanda Leccese).

E tutto il resto... da leggere!




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mercoledì 2 ottobre 2013

Via Dogana n. 106


 
 
 
 
 
 FUOCHI E FORNELLI DEL SECOLO XXI

E’ arrivato il numero 106 – Settembre 2013
di Via Dogana,
la rivista trimestrale di pratica politica
edita dalla
Libreria delle Donne di Milano

Vi segnaliamo:
 
Adele, Josefa e Laura (I lupi non sono vegetariani), in cui Adele è Adele Gambaro, senatrice bolognese espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato; Josefa è Josefa Idem, neo-ministra alle pari opportunità dimessasi “per una storia pasticciata di IMU in parte non pagata” e Laura è Laura Boldrini, la Presidente della Camera, che si è scontrata con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat;
Cuoche ribelli, in cui Ida Farè e Stefania Giannotti, cuoche eccellenti, presentano 3 libri di narrativa e memorie che indagano su cosa succede davvero in una cucina;
la rubrica Piccolo grande schermo, che recensisce 3 film italiani di registe donne usciti nel 2013:
Viaggio da sola di Maria Sole Tognazzi – Tutto parla di te di Alina Marazzi – Miele di Valeria Golino
e, ancora, l’inserto Pausa Lavoro, a cura del Gruppo Lavoro della Libreria delle Donne di Milano.

Questo numero è arricchito da fotografie dedicate alle Manifestazioni: quelle di Piazza Taksim e Gezi Park a Istanbul, di Piazza Tahrir al Cairo, di Tunisi e poi in Spagna, Brasile, Grecia, Italia (Paestum, Vicenza, Val Susa, Brescia).

Il prossimo numero di Via Dogana uscirà a dicembre 2013.

 


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