martedì 9 dicembre 2014

Cinque anni in via Pisoni, 2009-2014

L'11 dicembre 2009 veniva inaugurata la Casa Internazionale delle Donne a Trieste




















GIOVEDI' 11 DICEMBRE 2014 alle ore 18
si festeggiano i cinque anni di attività
della CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE di Trieste
in Via Pisoni, 3.

Nell'occasione si presentano i primi due libri pubblicati dalla casa editrice nata
all'interno della Casa Internazionale delle Donne.
La casa editrice si chiama VITA ACTIVA:
I primi due libri pubblicati sono:
Guida sentimentale di Trieste (una città raccontata dalle donne che la abitano) 
e Chiedi alla voce. Storie di donne (racconti di donne da non dimenticare). 

Siete invitate/i!

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mercoledì 26 novembre 2014

La donna e l'economia

Adriana Giacchetti, Elisa Forcato, Francesca Varsori, Rosangela Pesenti

















QUESTA CASA NON E' UN'AZIENDA
di/con: Adriana Giacchetti, Elisa Forcato, Francesca Varsori, Rosangela Pesenti
ovvero LUNA E L’ALTRA TEATRO
 
presso La casa delle culture di Trieste, Via Orlandini 38.
16 novembre, ore 18
La foto è nel sito della casa delle culture.

Quattro donne, quattro personaggi diversi (anzi cinque poichè Francesca Varsori ha dato vita anche a un delizioso personaggio maschile), situazioni comiche, alcune drammatiche, tutte sicuramente poetiche.
Il tema: l'economia, la grande economia che parte dalle case (con in genere una donna dentro che tira il pesante carro!), dai gruppi familiari.
Analisi economiche in semplicità, battute originali e spassose, balletto sulle punte con annesso piumino per spolverare, un po' di tip tap, il tamburo, un'arpa, oggetti semplici da cucina.
Per saperne di più: www.casadelleculture.info


(Angela Siciliano)

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venerdì 17 ottobre 2014

Mariella Gramaglia



Mariella Gramaglia, giornalista, ex parlamentare ed ex assessore alle Pari opportunita’ al Comune di Roma dal 2001 al 2006, è morta, dopo una lunga malattia.
Direttrice del mensile «Noi Donne», Mariella Gramaglia è stata anche docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo.

Riportiamo la pagina con cui Costanza Fanelli ha ricordato Mariella Gramaglia su Noi Donne on line:

Addio Mariella
Non ricordo quando è stato il mio primo incontro con Mariella Gramaglia. Abbiamo cominciato a frequentarci di più, quando nel 1984 diventò direttrice di Noi Donne su iniziativa di Pia Bruzzichelli, una donna di grande coraggio che impresse una svolta all’impresa editoriale anche con la decisione di impegnare in prima fila una donna che veniva da un mondo femminista diverso da quello più tradizionalmente vicino a Noi Donne e l’Unione Donne Italiane. Mariella aveva già una sua lunga storia di femminista e giornalista, con sguardi e interessi che andavano sempre oltre, sorretti da un impianto culturale e un rigore, molto torinese, che negli studi psicoanalitici che lei ha sempre coltivato, trovavano profondità e apertura insieme rispetto a schemi di ogni sorta. L’arrivo di Mariella Gramaglia a Noi Donne porta rigore professionale ma anche nuovo spirito di lettura al femminile della realtà. Un giornale attento molto alla cultura, ai fenomeni portati dal femminismo diffuso e praticato più che da quello teorizzato (anche se lei era molto brava e ferrata quando prendeva in mano teoricamente fenomeni e idee). Riporto una frase scritta da lei su quel periodo “con la nuova serie di Noi Donne volevamo stabilire un’amicizia dell’età forte, ci piaceva immaginare uno scambio di informazioni, dibattiti e idee che fosse maturo e laico, più ironico e libertario, compiaciute dei passi in avanti compiuti da tante, ma attente a denunciare battute di arresto e discriminazioni. A testa alta, senza lamenti, autorevolmente, certe che le donne ormai i loro occhi sul mondo li hanno appuntati da tempo e di cose ne hanno da dire..”. Un modo e un approccio che ha caratterizzato molte altre cose a cui ha partecipato successivamente. Mariella continuò il suo impegno nel 1989 come presidente della Cooperativa Libera Stampa, incontrando successi e difficoltà, interne ed esterne al mondo di riferimento del giornale, vivendo in prima persona le contraddizioni di una storia di un giornale che si è sempre misurato con due dimensioni, quella politica, della appartenenza, della partecipazione di tante donne (anche come diffonditrici) e quella della soggettività e autonomia professionale, rivendicata come cifra di un percorso di cambiamento. Mariella prima, e successivamente io che nel maggio 1992 l’ho sostituita alla presidenza della Cooperativa, abbiamo vissuto intensamente sul fronte esterno battaglie e ansie per quello che è stata certamente una delle condizioni della continuità editoriale di Noi Donne, l’accesso al finanziamento pubblico per l’editoria. Condizione indispensabile ma sempre tribolata, in presenza dei cali di legami storici e militanti con la testata garantita dal mondo dell’Udi. La sua successiva presenza in Parlamento, fu certo un aiuto importante a trovare vie per superare drammatiche difficoltà intervenute proprio sul terreno delle norme per l’accesso ai finanziamenti. Con Mariella mi sono ritrovata poi, dopo molto anni, a fare cose insieme nella veste di presidente della Casa Internazionale delle donne. Lei era stata chiamata da Veltroni ad aprire una politica nuova sui tempi della città, abbinando giustamente le politiche di pari opportunità a questa battaglia generale e di genere insieme. Mariella impresse alla città di Roma su questo un impulso enorme e innovativo, purtroppo disperso quando lei andò via. Ma con lei programmando e facemmo bellissime cose nella Casa Internazionale delle donne, trovando in lei una sponda per iniziative di grande qualità artistica e culturale. Mariella scelse poi di lasciare ruoli politici e di dedicarsi seriamente, come era fatta lei, a esperienze di spiritualità, sempre con attenzione alla dimensione della presenza delle donne nel mondo. La ricordo di ritorno dall’India a raccontare di lei, delle donne incontrate. Solare, intensa nello sguardo chiaro, con i capelli corti lasciati alla naturalità dell’età. Poi tante prove fisiche e di perdite dolorose, la forza sempre di ricominciare. Ma stavolta non ce l’hai fatta cara Mariella. Addio.

E l'intervista che le aveva fatto Elena Ribet, il 9 gennaio 2012:

Mariella Gramaglia è scrittrice, giornalista e docente universitaria. Già direttora di Noi Donne, è stata membro del parlamento italiano e assessora alle politiche per la semplificazione e le pari opportunità.

Fra le sue numerose esperienze, c'è l'impegno nella cooperazione internazionale. Quali sono, secondo lei, le differenze o le analogie fra le sue coetanee in Italia e all'estero?
Sono sempre molto prudente nel parlare in generale; posso parlare delle donne indiane che io ho conosciuto. Nel mio libro “Indiana. Nel cuore della democrazia più complicata del mondo”, pubblicato da Donzelli, ci sono molte pagine dedicate a loro e in particolare alle donne del sindacato SEWA (Self Employed Women Association). Ci sono ricchezza, profondità e autorevolezza straordinarie nelle leader donne, sicuramente in SEWA, ma anche in moltissimi altri movimenti e organizzazioni non governative e non solo femminili. Penso ad esempio ad Aruna Roy, leader di primo piano per i diritti dei contadini rajasthani. Altra cosa molto interessante è la miscela tra sentimento politico e religioso, una forte componente spirituale che lega ai grandi valori religiosi ecumenici. Inoltre le donne si occupano molto più dei diritti civili, del lavoro, delle trasformazioni sociali, ma molto meno (e soprattutto in ambienti cittadini di classe media) dei diritti sull’autonomia del corpo femminile, anche per una estrema pudicizia nell’affrontare i temi della sessualità.
In India c’è una forte presenza di donne nella politica e c’è quella passione per l’organizzazione che le italiane da tempo non hanno più. Nel nostro Paese abbiamo dimenticato che senza un’organizzazione non si fa memoria e non si fa contrattazione sociale.

Quanto l'essere donna ha influito nel suo percorso di vita personale, politico, lavorativo?
Moltissimo, sicuramente tutto il mio lavoro pubblico è stato segnato dall’essere donna, sia durante il mio mandato parlamentare, sia nel mio lavoro giornalistico e di scrittura, sia in un lavoro apparentemente molto “neutro” come quello da assessore. Creare il grande call center di informazione e comunicazione rivolto alla cittadinanza rientra in questa logica, nell’idea di rispondere alle esigenze di relazione fra le persone in modo concreto. È senz’altro un’ispirazione che mi è venuta dall’esperienza femminista.

Ha avuto delle maestre di vita?
Più che maestre, sento di aver avuto delle sorelle; sono state sorelle autorevoli le giornaliste di noidonne della nostra generazione. Lo sono state alcune parlamentari, con un risvolto anche materno, forse, nella figura ad esempio di Leda Colombini, recentemente scomparsa, che è stata mia collega in Parlamento. Potrei citare altre madri, Giglia Tedesco e, andando più indietro nel tempo, una figura che ho molto amato come quella di Lina Merlin. Poi ci sono le madri della letteratura, il cui elenco è molto lungo. In India mi sono misurata con madri scrittrici, da Anita Desai ad Anita Nair e tante altre. Esiste una comunità virtuale, simbolica, che ci guida e fa da tramite fra le generazioni.

Secondo lei, cosa ha fatto la sua generazione per l’Italia? E l’Italia per la sua generazione?
Siamo una generazione molto fortunata. Per l’Italia, come donne, siamo state forse il primo e forse l’unico movimento sociale che ha cambiato in modo irreversibile il nostro Paese, con le battaglie degli anni ’70. Qualche esempio: come era l’Italia prima che la Corte Costituzionale stabilisse che la contraccezione non era reato? Quando per l’adulterio femminile c’era il carcere? Quando non c’era il divorzio e non era ammesso il riconoscimento dei figli? Ed era così non 150 anni fa, ma quando io avevo sedici anni. Abbiamo dato moltissimo e forse anche l’Italia per una fase ha dato moltissimo a noi: ci sono stati decenni di relativa pace, di relativa serenità economica, decenni in cui si cresceva sul piano culturale e professionale, in modo stupefacente rispetto agli anni ’50. Ma l’Italia non ci ha dato nulla dal punto di vista delle relazioni fra idealità politiche e pratica politica; pratica politica che è stata all’insegna spesso della involuzione e non della trasformazione. L’era berlusconiana, che speriamo sia finita, è stata una lunga stagione di inciviltà e di odio per le donne, una dimensione scurrile del discorso pubblico, una vera e propria débâcle culturale.

Che prospettive e progetti ha di fronte?
Mi sto impegnano molto nel movimento Se Non Ora Quando. Ho fiducia che sia un punto di dialogo con le generazioni più giovani. Sto inoltre proseguendo la mia attività di scrittura per giornali e riviste.

Quali sono le difficoltà delle donne, in particolare fra di loro?
Soprattutto la difficoltà di reciproco riconoscimento, e questa è la ragione per cui parlo di SNOQ con tanto entusiasmo. Per noi madri, anche madri in là negli anni, il fatto di rappresentare o meno un punto di riferimento politico per le donne che si affacciano sulla scena pubblica è legato a un dolore più grande, forse una cesura che è avvenuta con le donne che oggi hanno tra i venti e i quarant’anni. Queste generazioni più giovani sono state molto maltrattate da questo paese, in modo grave in termini di opportunità di lavoro, della possibilità di essere madri, dei livelli reddito, dal punto di vista dei tentativi di mettere a frutto i loro talenti. Non è detto che le più adulte siano responsabili di questo, ci sono responsabilità più grandi e più complesse, ma è una difficoltà non aver creato un’Italia più confortevole per le nostre figlie. 

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Link: "Fra me e te" il libro che la Gramaglia
aveva scritto nel 2013 insieme a sua figlia, Mad­da­lena Via­nello.

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Un addio anche su  Repubblica.it
 
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venerdì 22 agosto 2014

The International Federation of Library Associations










L'attività della Casa e' stata presentata ieri alla conferenza internazionale dell'Ifla che si sta tenendo a Lione:
Dalla loro pagina web dedicata alla Casa Internazionale delle donne di Trieste:

Memory: Feminine Noun

The Women International House of Trieste , and its Library and Documentation Centre "Elca Ruzzier", is a place run by for women, regardless of age and social and ethnic origin. It is a point of reference and stimulus to the political and programming action of institutions, and it is a physical expression of the network among organizations, associations and women's movements. In this place women can express their creativeness and ideas by organizing many activities of cultural exchange, discussion, and meeting, thus improving women's access to information and promoting their empowerment. Here we will present a few of the most successful projects carried out recently by the House and its Library: MIAF, COMCITA, WOMEN STUDIES CONFERENCES, PUBLISHING HOUSE “VITA ACTIVA”.

Link: libraryifla.org



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lunedì 23 giugno 2014

Revolutionary Road





















REVOLUTIONARY ROAD
di RICHARD YATES

Mondolibri - 2009
Traduzione di Adriana dell'Orto 

collocazione LET ING/YAT REV


Revolutionary Road è la storia di un'integrazione, l'integrazione che più o meno coscientemente ogni individuo deve subire e attraversare nella società in cui nasce.
I protagonisti, Frank e sua moglie April, lottano per salvare la propria identità, la propria diversità (che vuole semplicemente dire l'essere unici), ma il sistema è così forte, così avvincente e avvolgente che combatterlo è una fatica estenuante.
Il quotidiano, prosaico e tenace, invade ogni spazio interiore, lentamente e costantemente.
Partire per l'Europa (Frank ci è già stato da soldato: siamo negli anni cinquanta dello scorso secolo, gli Stati Uniti d'America hanno contribuito a liberare l'Europa dal nazismo), anche senza la sicurezza di un lavoro, è il sogno che può salvarli.

Frank è un uomo intelligente, piacente, uno che "finge" di lavorare in una ditta nella quale non trova niente di interessante se non i fianchi di una giovane collega. April però è convinta che lui si stia sacrificando duramente per lei e per i loro figli.
Per questo vuole ricambiare il sacrificio offrendosi come sostegno economico, quando si saranno trasferiti a Parigi, per potergli lasciare tutto il tempo che gli servirà per trovare sé stesso.
Ma lei April, a che punto è? Chi è?
Carina, intelligente, "di prima classe" come l'aveva definita Frank la prima volta che l'aveva vista, non riesce in realtà a trovare la propria strada tra le gravidanze non desiderate ma neanche evitate, e trasformate in gioco di potere tra lei e suo marito. Le gravidanze hanno modificato i piani di entrambi nel corso degli anni, lei avrebbe voluto abortire ma ogni volta lui è riuscito a farle cambiare idea (per poi ammettere soltanto tra sé e sè che in realtà, in fondo, avrebbe preferito l'aborto).

April uscirà di scena morendo d'aborto procurato in cucina, in solitudine, contro tutto e tutti, anche contro sé stessa, contro quella parte di sè ancora bambina, ancora addolorata per non aver mai avuto una vera famiglia. Quindi Frank si trasferirà altrove aggiustandosi la vita nel modo migliore possibile ma non sarà mai più il geniale uomo che con April credeva di essere (e che forse era).
Noi però siamo anche ciò che gli altri ricordano e dicono di noi, e quindi la coppia Wheeler, così particolare per tutti, speciale e bella, colta e arguta, appena un anno dopo il suo dissolvimento, sarà vista dagli amici e conoscenti come una coppia che in fondo era immatura, con qualcosa nella mente che non andava del tutto. E il geniale Frank dai tanti argomenti è ormai un uomo qualunque, senza molto da dire e persino noioso.


(Angela Siciliano)
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Residenze estive 2014





















INCONTRI RESIDENZIALI
di Poesia e Letteratura

a Trieste e in Friuli venezia Giulia

XV Edizione

25-30 giugno 2014

A cura dell’Associazione & Rivista Almanacco del Ramo d’Oro
in collaborazione con Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ONLUS,
Società Italiana delle Letterate, Associazione & Rivista LeggereDonna.


Per il programma: versione ultima aggiornata

dal sito della Casa Internazionale delle donne, di Trieste.




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venerdì 20 giugno 2014

Nonviolenza e Femminismo - N.2/2014 della rivista MAREA

E’ arrivato al Centro Documentazione l’ultimo numero della rivista trimestrale Marea, incentrato su Nonviolenza e Femminismo, arricchito da molto foto della protesta nuda portata avanti dalle giovani donne in diversi paesi.
Su questo tema verte l’articolo di Mariam Namazie: Protesterò nuda, pubblicato sul sito www.onelawforall.org.uk e tradotto da Laura Guidetti:
“… In una società dove le donne hanno proprietà del proprio corpo, tutto, dal velo alle mutilazioni genitali femminili, dalle lapidazioni ai delitti d’onore, diventa inammissibile. La protesta nuda contribuisce alla lotta per la liberazione delle donne in uno dei campi di battaglia chiave – il corpo. …”

Per Stelle marine [ritratti di donne], Rosangela Pesenti, in Bertha, pacifista dimenticata, ci parla di Bertha von Suttner, grazie alle esortazioni della quale Alfred Nobel destinò una parte dei proventi guadagnati con la scoperta della dinamite a favore di un premio per la pace.

Nella sezione Delfino[uomini rari si raccontano], Lorenzo Gasparrini condivide e traduce Cinque motivi per essere un uomo femminista, di Jonathan Nathan, post apparso su un sito americano.

Il 5° motivo per essere un uomo femminista, secondo Jonathan (e Lorenzo), è:  “ … L’oppressione non finisce finchè l’oppressore non smette di opprimere. … Nessuno si sente un oppressore. Io non mi sento un oppressore. Ma quasi certamente lo sono, a causa di qualcosa che faccio senza che riesca a comprenderne esattamente tutte le conseguenze … Signori, siete già arruolati nella guerra contro le donne. E’ ora di cambiare fronte.”

lunedì 26 maggio 2014

Lidia, nome di battaglia Bruna


Incontro con LIDIA MENAPACE

il 28 maggio 2014
ore 17.30

presso la Casa Internazionale delle donne
Via Pisoni 3, Trieste

Introduce Monica Emmanuelli
archivista e ricercatrice dell'Istituto Friulano
per la Storia del Movimento di Liberazione
e Presidente dell'ANPI mandamentale di Sacile.

A cura del Circolo UDI-ZžI “La Mimosa”
in collaborazione con
il Centro documentazione “Elca Ruzzier”.


Link: Memoria: sostantivo femminile





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venerdì 9 maggio 2014

Una parola...



da Poesie 
di Emily Dickinson

Bompiani,1978, vol. 2° 
collocazione LET ING/DIC POE II


Una parola è morta
Quando è detta -
C'è chi dice così.
Io dico invece
Ch'essa comincia a vivere
Proprio quel giorno.


A word is dead
When it is said.
Some say.
I say it just
Begins to live
That day.



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Assemblea straordinaria



Martedì 13 maggio 2014
alle ore 18.00
presso la sede di Via Pisoni n. 3, è convocata l'assemblea straordinaria dell' Associazione culturale Casa Internazionale delle Donne - Trieste per deliberare sulle modifiche statutarie da adottare per la trasformazione in Associazione di Promozione Sociale.
Tutte le donne interessate sono invitate a partecipare.






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mercoledì 23 aprile 2014

In via Ungaretti 25 con Laila Wadia







AMICHE PER LA PELLE 
di Laila Wadia
Edizioni e/o - 2007




Un condomio al Centro di Trieste, il numero 25 di una immaginaria Via Ungaretti, dei condomini stranieri o estraniati che cercano di sopravvivere ai problemi pratici ognuno a proprio modo.

L'unico italiano è un vecchio brontolone, fascista e misantropo, che definisce tutti "negri" e manda al diavolo chiunque, tranne la piccola Kamla da lui ribattezzata Camilla alla quale legge e propone i versi di vari poeti italiani ma soprattutto di Ungaretti.

Nel condominio quattro donne di diversa nazionalità solidarizzano, usando tra di loro (anche per favorire l'integrazione dei figli) un italiano scarno e problematico: la bosniaca che va dicendo "kvesto e kvello" senza tanti complimenti, la cinese che "ha glandi ploblemi a plonunciale la elle", l'albanese e l'indiana che ci racconta.
E poi c'è Laura, l'insegnante di italiano, e in fondo anche di emancipazione femminile e di triestinità, che segue le donne e le loro famiglie nelle vicende burocratiche.
Il romanzo è anche la storia di uno sfratto e del brutale signor Rosso che spruzza razzismo ad ogni parola.

Storia assolutamente divertente, autoironica e positiva.

Laila Wadia indiana di Bombay vive a Trieste e scrive in inglese e in italiano.
Alcune sue pubblicazioni: Come diventare italiani in 24 ore (Barbera Editore - 2010)
e Se tutte le donne (Barbera Editore - 2012).


(Angela Siciliano)

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venerdì 18 aprile 2014

L'amore amico di Giuliana Iaschi







L'amore amico 
e altre storie
di Giuliana Iaschi
Hammerle - 2013


Undici racconti e un romanzo breve di Giuliana Iaschi che, come scrive Marina Silvestri nell'introduzione, fanno pensare all'humor e alla classe di Franca Valeri.
Giuliana Iaschi è una giallista (L'assassinio di Via Malcanton, Campanotto - 1996; L'uomo nell'ombra, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri - 2007; L'uomo con la giacca senape, Gamberetti Editrice - 2000 ecc.) e anche in alcuni di questi racconti il giallo c'è, oppure si sente forte il profumo di noir, misto appunto ad una fine ironia.
Lettura coivolgente e accattivante, quel tipo di lettura che spinge ad andare avanti per saperne di più e che quindi fa veramente compagnia per qualche giorno, facendoci sorridere e riflettere. Tutti i racconti sono ambientati a Trieste.
Alcuni temi: L'amante che ha l'amante, le difficoltà di una matura donna sola, la soddisfacente vendetta onirica di una moglie, la visita ad un amico in carcere, una gentile signora che impone pasti pesanti, e tanto altro.

Link: L'amore amico e altre storie su IL PICCOLO (18 dicembre 2013)
e il recente incontro con l'autrice alla Casa Internazionale delle donne (27 marzo 2014)


(Angela Siciliano)

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martedì 1 aprile 2014

Uguaglianza, similarità e liberazione










La donna intera
di Germaine Greer
Mondadori - 2000
Traduzione di Adriana Apa








Trent'anni dopo la pubblicazione
dell'Eunuco femmina (1970) Germaine Greer, scrittrice e giornalista australiana, scrive La donna intera (1999) con cui riaffronta la questione femminile, alla fine del secondo e l'inizio del terzo millennio, all'interno della nostra cultura occidentale.

Scrive la Greer:
"Per comprendere il potere, è importante capire che le oligarchie maschili escludono non soltanto le donne ma anche la maggior parte degli uomini."
"La connotazione peggiorativa della parola sorellanza è in parte dovuta al pregiudizio che essa implichi un consenso irriflessivo, mentre invece, con lo stesso buon diritto, la sorellanza potrebbe essere intesa come un modo di legittimare il disaccordo senza rancore."
"La situazione della donna single è ora cambiata in maniera radicale, dal momento che il nubilato non ha più nulla a che vedere con la verginità [...]. Quando gli individui possono coabitare in maniera informale in virtù di un reciproco accordo, l'essere single non rappresenta la mancanza di un'opportunità di accoppiarsi, ma il fallimento nel trovare un partner. Un'insana ombra di rifiuto è sempre gravata sul nubilato, che è stato visto non tanto come una scelta della donna ma come il risultato di non essere stata scelta."
"Perfino le esperte della stampa femminile convenzionale non esitano a consigliare la separazione da un partner come ovvio rimedio all'infelicità di una donna."
"E', in pratica, impossibile scindere il concetto di uguaglianza da quello di similarità. Se accettiamo l'idea che gli uomini non sono liberi, e che la mascolinità renda poco il senso dell'essere maschi quanto la femminilità dell'essere femmina, allora l'uguaglianza non può essere considerata altro che un ben misero sostituto della liberazione."
"Il personale è tuttora politico. La femminista del nuovo millennio deve essere consapevole che l'oppressione si esercita mediante e attraverso le sue più intime relazioni, a cominciare dal rapporto più privato di tutti, quello con il proprio corpo."



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giovedì 20 marzo 2014

mercoledì 5 marzo 2014

Quando l'amore non basta di Siciliano




Il 19 marzo alle ore 17.30
il  
Centro Documentazione Elca Ruzzier
della Casa Internazionale delle Donne di Trieste
presenterà il romanzo Quando l'amore non basta (Gingko Edizioni - 2008)
di Angela Siciliano
alla Casa Internazionale delle Donne
via Pisoni 3, Trieste

Dialogherà con l'autrice 
Elena Beltrame (Associazione Culturale Femminile La Settima Onda).

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Levento è all'interno della rassegna PRIMAVERA DI DONNE 2014 organizzata dalla Provincia di Trieste per festeggiare-ricordare l'8 marzo. Vedi  il programma che prevede incontri e proposte culturali e politiche per tutto il mese di marzo.


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Altri link relativi al romanzo:
La recensione di Grazia Verasani del 14 ottobre 2008 su la Repubblica di Bologna

A qualcuno piace libro - 2010 rasssegna di incontri, reading, presentazioni presso la libreria Feltrinelli di Piazza CLN 251 di Torino, all'interno del GLBT Film Festival di Torino.

Quando i titoli non bastano, un post dal blog dell'autrice.



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Otto marzo 2014


NOI DONNE 
Marzo 2014

Questo numero inzia con la vignetta di Cristina Gentile e il suo personaggio tutto sopracciglia e foulard Delfina che si chiede:
"Sono così perché sono sola o sono sola perché sono così?".

Segue l'editoriale di Tiziana Bartolini: "L'8 marzo resta una data che non passa inosservata, ma il cui senso autentico a malapena si scorge dietro una coltrepiuttosto fitta che si è accumulata nei decenni."

Tra gli articoli:
x - L'europa e il femminile da non sottovalutare, di Giancarla Codrignani. In vista delle elezioni europee una riflessione sui possibili cambiamenti: basterebbe far "partire da sé" ogni politica.
x - Bergoglio e Obama d'accordo su (quasi) tutto, di Stefania Friggeri. Sui diritti umani e degli omosessuali fino all'autodeterminazione della donna fra il Vaticano e la Casa Bianca il contenzioso rimane aperto. E la battaglia si farà sul corpo delle donne.
x - Animalista non è l'opposto di umanista, di Luisella Battaglia. Non possiamo trattare gli animali come se fossero macchine e strumenti di ricerca.
x - L'infanzia rubata delle spose bambine, di Maria Elisa Di Pietro (foto di Alessandro Omassi). I matrimoni precoci di bambine e adolescenti sono una pratica arcaica e violenta ancora troppo diffusa (Yemen).

Tra le rubriche:
"Salute BeneComune" di Michele Grandolfo. Il senso dell'8 marzo. Per tutte e tutti.
"Il filo verde" di Barbara Bruni. Legambiente: Italia 10 anni in ritardo su bonifiche. Pechino: Plastica per salire sulla metro. In Maremma è "caccia al lupo". Londra: Ponte solare più grande del mondo.
"Spigolando" di Paola Ortensi. Mimosa, più fiore che albero!
"Poesia" di Luca Benassi. Angela Siciliano, cocktail di poesia. Versi che rendono conto di una precarietà dell'esistenza dove solo la scrittura mette un punto fermo.

E molto altro!


www.noidonne.org 

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giovedì 20 febbraio 2014

Accanto alla madre - Presentazione




































Per doula si intende un’assistente professionale, che può essere certificata o meno e che, in genere, ha scelto quest’attività per vocazione.

Accanto alla madre racconta, soprattutto attraverso le testimonianze di madri e di doule, come lo stare accanto a una donna durante la gravidanza, al momento del parto, nel puerperio e anche in seguito, sia innanzitutto un atto d’amore, che richiede qualità umane e conoscenze che non sono affatto scontate. Ed evidenzia quanto sia importante il ruolo di sostegno della futura madre e della coppia che può svolgere la doula in un tessuto sociale come quello in cui viviamo, dove i condizionamenti culturali ed emozionali ci allontanano dal nostro sentire e dove crescere un figlio è sempre più una sfida. 

Clara Scropetta è nata nel 1966 a Trieste e vive sulle colline toscane, all’interno di una eco-comunità intenzionale. Laureata in Chimica e Tecnologia farmaceutiche, madre di tre figli, da alcuni anni è un’attivista nel campo della maternità, dove mette a frutto la propria esperienza personale e lo studio da autodidatta. Oltre a offrire il suo servizio di doula alle madri e alle coppie prima, durante e dopo l’arrivo di un figlio, è autrice di libri, traduttrice e animatrice di incontri sulla nascita.

Un capitolo del libro:

Altro link: Terra Nuova Edizioni

Il libro è presente nella nostra biblioteca nella sezione Maternità.


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