giovedì 20 febbraio 2014

Accanto alla madre - Presentazione




































Per doula si intende un’assistente professionale, che può essere certificata o meno e che, in genere, ha scelto quest’attività per vocazione.

Accanto alla madre racconta, soprattutto attraverso le testimonianze di madri e di doule, come lo stare accanto a una donna durante la gravidanza, al momento del parto, nel puerperio e anche in seguito, sia innanzitutto un atto d’amore, che richiede qualità umane e conoscenze che non sono affatto scontate. Ed evidenzia quanto sia importante il ruolo di sostegno della futura madre e della coppia che può svolgere la doula in un tessuto sociale come quello in cui viviamo, dove i condizionamenti culturali ed emozionali ci allontanano dal nostro sentire e dove crescere un figlio è sempre più una sfida. 

Clara Scropetta è nata nel 1966 a Trieste e vive sulle colline toscane, all’interno di una eco-comunità intenzionale. Laureata in Chimica e Tecnologia farmaceutiche, madre di tre figli, da alcuni anni è un’attivista nel campo della maternità, dove mette a frutto la propria esperienza personale e lo studio da autodidatta. Oltre a offrire il suo servizio di doula alle madri e alle coppie prima, durante e dopo l’arrivo di un figlio, è autrice di libri, traduttrice e animatrice di incontri sulla nascita.

Un capitolo del libro:

Altro link: Terra Nuova Edizioni

Il libro è presente nella nostra biblioteca nella sezione Maternità.


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lunedì 17 febbraio 2014

6 incontri di 6 ore di sabato













Laboratorio di scrittura
sull'autobiografia
Un inebriante senso di libertà illecita
condotto da  
Gabriella Musetti
della Società Italiana delle Letterate 
oppure tel. 040 568476, 
il martedì, mercoledì e giovedì
dalle 16.00 alle 19.00
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6 incontri bimensili di 6 ore ciascuno.

Alla Casa Internazionale delle Donne di Trieste, via Pisoni, 3.
Date: 15 febbraio, 1 marzo, 22 marzo, 5 aprile, 26 aprile, 3 maggio.
Orario: 9.30 – 12.30 / 14- 17.
(Non occorre seguire tutti gli incontri).
Il pasto si consuma insieme. Ogni partecipante porta il cibo per sé, con la possibilità di condividerlo reciprocamente.
Costo per ogni giornata: 40 euro.
La quota va integralmente a favore del sostentamento della Casa Internazionale delle Donne di Trieste.
Numero partecipanti: massimo 14 persone.

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Secondo Viginia Woolf la scrittura può offrire “un inebriante senso di libertà illecita” (Il segno sul muro, in Romanzi e racconti, Mondadori, 2000), cioè diventare un luogo da cui si può guardare la vita al di là delle convenzioni, delle norme, delle consuetudini, per coglierne diverse impressioni, ridefinirne i significati a seconda di chi osserva e interpreta i segni lasciati.
Le parole servono a restituire senso alle azioni, ai pensieri, alle immaginazioni, alle fantasie, portando fuori di sé parti importanti di sé che sono dentro, urgono, confondono, inquietano. E’ come guardarsi allo specchio e vedere conteporaneamente il dentro e il fuori. Perché per essere raccontabile, una propria storia, anche frammentata, deve avere una certa continuità spazio/temporale e anche una intenzione narrativa. Questo significa provare a fare i conti con i propri fantasmi, con le motivazioni più o meno consapevoli dei nostri comportamenti, delle nostre scelte e azioni. E la scrittura, fissando sulla carta quella storia raccontata, permette di vedersela davanti, permette un raddoppiamento, una immagine speculare della stessa esperienza. Il soggetto può confrontarsi con sé stesso sul piano del linguaggio e delle emozioni. Si tratta sempre di una ricomposzione di frammenti in un insieme, più o meno parziale, dotato di senso, anche se, a volte, il senso lo si trova tra le parole, tra il detto e il non detto.

La scelta del laboratorio è quella di parlare dei propri cambiamenti, porre attenzione ai passaggi minimi, agli eventi esterni che li hanno, a volte, prodotti, ma anche ai modi interiori con cui sono stati vissuti, sentiti, e non sempre compresi. Perché ogni passaggio è un essere qui, ora, ma anche, nello stesso tempo, già essere altrove, con una diversa dislocazione spazio/temporale, e retrospettivamente, quello che era un’attesa ora può essere un ricordo o un rimpianto. La differenza tra un ricordo, di cui si può ancora assaporare il piacere nella memoria, e un rimpianto, che è collegato al senso di perdita, è assai sottile.
La forza della narrazione dà conto dei molteplici sistemi nei quali tutti ci troviamo ad operare come soggetti, su piani diversi; offre uno spazio di partecipazione all’esperienza che non è mai unidirezionale, sequenziale, riducibile a schemi, ma è invece ricca di tensioni e frammenti che si accumunalo e interagiscono tra loro formando un magma composito: passato, presente e futuro, realtà e immaginazione, progetto e memoria, identità e alterità, io e mondo. La narrazione di sé più che rappresentare la vita così come si è vissuta, concorre a ridefinirla e ha una funzione, in senso lato, terapeutica. Vedere da ottiche molteplici le proprie esperienze, dirle ad altre/i, confrontarsi, cogliere i vincoli operanti nelle diverse situazioni, non disconoscere le emozioni, collegare il presente al passato, operare trasferimenti dal vissuto al narrato attraverso l’uso di codici differenti: tutto questo porta ad aprire nuove dimensioni alla conoscenza di sé, uscendo da situazioni spesso atrofizzate per entare in campi, a volte, spiazzanti. Ad esempio riconsiderando il rapporto corpo/mente, come si vede in molta narrativa biografica di donne.
Naturalmente, come in ogni patto narrativo, non è detto che tutte le narrazioni siano realmente e integralmente “vissute” dalle persone che le raccontano; sono tuttavia rispondenti al valore assoluto di “verità”, che ognuna/o, soggettivamente,  fornisce alla propria narrazione.

Il laboratorio di scrittura parte dalle esperienze personali delle/dei partecipanti e, attraverso una serie di esercizi, focalizza comportamenti, emozioni, disagi, senso di esclusione, momenti di gioia, portando una riflessione su di sé, sulla propria storia e sulle relazioni che ogni persona intrattiene con altre persone che fanno parte del suo mondo e con la società. Obiettivo del laboratorio è indagare la propria soggettività e le relazioni in una società sempre più complessa, dove ruoli, linguaggi stereotipati, e dispositivi di coercizione rendono sempre più difficile una convivenza basata su una reale stima e libertà reciproca.  Si parlerà di stereotipi del maschile e del femminile, cambiamenti di punti di vista, osservazione soggettiva e da parte di altre/i, ruoli della memoria nella costruzione del presente e di come individuare valide risorse autonome di autostima e di equilibrio nelle relazioni. Un percorso che passa attraverso l’ironia, l’affabulazione ricca di verità e bugie, il non detto o il difficile a dirsi, i modi di agire, le proiezioni e i desideri, consentendo di sperimentare le proprie risorse creative nel campo della scrittura e della narrazione.

Gabriella Musetti.

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martedì 4 febbraio 2014

La politica delle relazioni








DWF
n.98

Tra le riviste consultabili presso  il nostro Centro di Documentazione c'è anche DWF (DonnaWomanFemme).

In questo ultimo numero, si mettono a fuoco "Le relazioni dell'agire politico. Tra radicalità, esperienza e conflitto".

Dalla nota editoriale:
"Perché parlare di relazioni? Perché è da qui che siamo ripartite per essere efficaci in un sistema e in un tempo che sanno più di sconfitta che di vittorie, che raccontano, in nostra assenza, di noi e dei nostri corpi. DWF – lo ricordiamo spesso – ha sempre avuto un’attenzione particolare alle relazioni. Questo ha significato nel tempo che la rivista ha raccolto parole vive di donne - e a volte di uomini - che le donne della redazione hanno incontrato, con cui hanno percorso un pezzo di strada, gioito e sofferto nell’agire della politica. Oggi, facciamo un passo avanti.
La politica delle donne raccoglie l’eredità, preziosa e faticosa assieme, di un linguaggio costruito sull’esperienza e sulle relazioni. Genealogie che riconosciamo, le cui parole però non sono date per scontate, ma hanno bisogno di essere riempite di nuovo di contenuti vivi, fatti delle esperienze delle donne che vivono una condizione sociale e politica – quella dell’oggi – a tratti profondamente cambiata e a tratti incredibilmente sovrapponibile al nostro passato prossimo."

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Il sito online di dwf.it


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