mercoledì 23 aprile 2014

In via Ungaretti 25 con Laila Wadia







AMICHE PER LA PELLE 
di Laila Wadia
Edizioni e/o - 2007




Un condomio al Centro di Trieste, il numero 25 di una immaginaria Via Ungaretti, dei condomini stranieri o estraniati che cercano di sopravvivere ai problemi pratici ognuno a proprio modo.

L'unico italiano è un vecchio brontolone, fascista e misantropo, che definisce tutti "negri" e manda al diavolo chiunque, tranne la piccola Kamla da lui ribattezzata Camilla alla quale legge e propone i versi di vari poeti italiani ma soprattutto di Ungaretti.

Nel condominio quattro donne di diversa nazionalità solidarizzano, usando tra di loro (anche per favorire l'integrazione dei figli) un italiano scarno e problematico: la bosniaca che va dicendo "kvesto e kvello" senza tanti complimenti, la cinese che "ha glandi ploblemi a plonunciale la elle", l'albanese e l'indiana che ci racconta.
E poi c'è Laura, l'insegnante di italiano, e in fondo anche di emancipazione femminile e di triestinità, che segue le donne e le loro famiglie nelle vicende burocratiche.
Il romanzo è anche la storia di uno sfratto e del brutale signor Rosso che spruzza razzismo ad ogni parola.

Storia assolutamente divertente, autoironica e positiva.

Laila Wadia indiana di Bombay vive a Trieste e scrive in inglese e in italiano.
Alcune sue pubblicazioni: Come diventare italiani in 24 ore (Barbera Editore - 2010)
e Se tutte le donne (Barbera Editore - 2012).


(Angela Siciliano)

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venerdì 18 aprile 2014

L'amore amico di Giuliana Iaschi







L'amore amico 
e altre storie
di Giuliana Iaschi
Hammerle - 2013


Undici racconti e un romanzo breve di Giuliana Iaschi che, come scrive Marina Silvestri nell'introduzione, fanno pensare all'humor e alla classe di Franca Valeri.
Giuliana Iaschi è una giallista (L'assassinio di Via Malcanton, Campanotto - 1996; L'uomo nell'ombra, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri - 2007; L'uomo con la giacca senape, Gamberetti Editrice - 2000 ecc.) e anche in alcuni di questi racconti il giallo c'è, oppure si sente forte il profumo di noir, misto appunto ad una fine ironia.
Lettura coivolgente e accattivante, quel tipo di lettura che spinge ad andare avanti per saperne di più e che quindi fa veramente compagnia per qualche giorno, facendoci sorridere e riflettere. Tutti i racconti sono ambientati a Trieste.
Alcuni temi: L'amante che ha l'amante, le difficoltà di una matura donna sola, la soddisfacente vendetta onirica di una moglie, la visita ad un amico in carcere, una gentile signora che impone pasti pesanti, e tanto altro.

Link: L'amore amico e altre storie su IL PICCOLO (18 dicembre 2013)
e il recente incontro con l'autrice alla Casa Internazionale delle donne (27 marzo 2014)


(Angela Siciliano)

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martedì 1 aprile 2014

Uguaglianza, similarità e liberazione










La donna intera
di Germaine Greer
Mondadori - 2000
Traduzione di Adriana Apa








Trent'anni dopo la pubblicazione
dell'Eunuco femmina (1970) Germaine Greer, scrittrice e giornalista australiana, scrive La donna intera (1999) con cui riaffronta la questione femminile, alla fine del secondo e l'inizio del terzo millennio, all'interno della nostra cultura occidentale.

Scrive la Greer:
"Per comprendere il potere, è importante capire che le oligarchie maschili escludono non soltanto le donne ma anche la maggior parte degli uomini."
"La connotazione peggiorativa della parola sorellanza è in parte dovuta al pregiudizio che essa implichi un consenso irriflessivo, mentre invece, con lo stesso buon diritto, la sorellanza potrebbe essere intesa come un modo di legittimare il disaccordo senza rancore."
"La situazione della donna single è ora cambiata in maniera radicale, dal momento che il nubilato non ha più nulla a che vedere con la verginità [...]. Quando gli individui possono coabitare in maniera informale in virtù di un reciproco accordo, l'essere single non rappresenta la mancanza di un'opportunità di accoppiarsi, ma il fallimento nel trovare un partner. Un'insana ombra di rifiuto è sempre gravata sul nubilato, che è stato visto non tanto come una scelta della donna ma come il risultato di non essere stata scelta."
"Perfino le esperte della stampa femminile convenzionale non esitano a consigliare la separazione da un partner come ovvio rimedio all'infelicità di una donna."
"E', in pratica, impossibile scindere il concetto di uguaglianza da quello di similarità. Se accettiamo l'idea che gli uomini non sono liberi, e che la mascolinità renda poco il senso dell'essere maschi quanto la femminilità dell'essere femmina, allora l'uguaglianza non può essere considerata altro che un ben misero sostituto della liberazione."
"Il personale è tuttora politico. La femminista del nuovo millennio deve essere consapevole che l'oppressione si esercita mediante e attraverso le sue più intime relazioni, a cominciare dal rapporto più privato di tutti, quello con il proprio corpo."



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