lunedì 23 giugno 2014

Revolutionary Road





















REVOLUTIONARY ROAD
di RICHARD YATES

Mondolibri - 2009
Traduzione di Adriana dell'Orto 

collocazione LET ING/YAT REV


Revolutionary Road è la storia di un'integrazione, l'integrazione che più o meno coscientemente ogni individuo deve subire e attraversare nella società in cui nasce.
I protagonisti, Frank e sua moglie April, lottano per salvare la propria identità, la propria diversità (che vuole semplicemente dire l'essere unici), ma il sistema è così forte, così avvincente e avvolgente che combatterlo è una fatica estenuante.
Il quotidiano, prosaico e tenace, invade ogni spazio interiore, lentamente e costantemente.
Partire per l'Europa (Frank ci è già stato da soldato: siamo negli anni cinquanta dello scorso secolo, gli Stati Uniti d'America hanno contribuito a liberare l'Europa dal nazismo), anche senza la sicurezza di un lavoro, è il sogno che può salvarli.

Frank è un uomo intelligente, piacente, uno che "finge" di lavorare in una ditta nella quale non trova niente di interessante se non i fianchi di una giovane collega. April però è convinta che lui si stia sacrificando duramente per lei e per i loro figli.
Per questo vuole ricambiare il sacrificio offrendosi come sostegno economico, quando si saranno trasferiti a Parigi, per potergli lasciare tutto il tempo che gli servirà per trovare sé stesso.
Ma lei April, a che punto è? Chi è?
Carina, intelligente, "di prima classe" come l'aveva definita Frank la prima volta che l'aveva vista, non riesce in realtà a trovare la propria strada tra le gravidanze non desiderate ma neanche evitate, e trasformate in gioco di potere tra lei e suo marito. Le gravidanze hanno modificato i piani di entrambi nel corso degli anni, lei avrebbe voluto abortire ma ogni volta lui è riuscito a farle cambiare idea (per poi ammettere soltanto tra sé e sè che in realtà, in fondo, avrebbe preferito l'aborto).

April uscirà di scena morendo d'aborto procurato in cucina, in solitudine, contro tutto e tutti, anche contro sé stessa, contro quella parte di sè ancora bambina, ancora addolorata per non aver mai avuto una vera famiglia. Quindi Frank si trasferirà altrove aggiustandosi la vita nel modo migliore possibile ma non sarà mai più il geniale uomo che con April credeva di essere (e che forse era).
Noi però siamo anche ciò che gli altri ricordano e dicono di noi, e quindi la coppia Wheeler, così particolare per tutti, speciale e bella, colta e arguta, appena un anno dopo il suo dissolvimento, sarà vista dagli amici e conoscenti come una coppia che in fondo era immatura, con qualcosa nella mente che non andava del tutto. E il geniale Frank dai tanti argomenti è ormai un uomo qualunque, senza molto da dire e persino noioso.


(Angela Siciliano)
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Residenze estive 2014





















INCONTRI RESIDENZIALI
di Poesia e Letteratura

a Trieste e in Friuli venezia Giulia

XV Edizione

25-30 giugno 2014

A cura dell’Associazione & Rivista Almanacco del Ramo d’Oro
in collaborazione con Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ONLUS,
Società Italiana delle Letterate, Associazione & Rivista LeggereDonna.


Per il programma: versione ultima aggiornata

dal sito della Casa Internazionale delle donne, di Trieste.




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venerdì 20 giugno 2014

Nonviolenza e Femminismo - N.2/2014 della rivista MAREA

E’ arrivato al Centro Documentazione l’ultimo numero della rivista trimestrale Marea, incentrato su Nonviolenza e Femminismo, arricchito da molto foto della protesta nuda portata avanti dalle giovani donne in diversi paesi.
Su questo tema verte l’articolo di Mariam Namazie: Protesterò nuda, pubblicato sul sito www.onelawforall.org.uk e tradotto da Laura Guidetti:
“… In una società dove le donne hanno proprietà del proprio corpo, tutto, dal velo alle mutilazioni genitali femminili, dalle lapidazioni ai delitti d’onore, diventa inammissibile. La protesta nuda contribuisce alla lotta per la liberazione delle donne in uno dei campi di battaglia chiave – il corpo. …”

Per Stelle marine [ritratti di donne], Rosangela Pesenti, in Bertha, pacifista dimenticata, ci parla di Bertha von Suttner, grazie alle esortazioni della quale Alfred Nobel destinò una parte dei proventi guadagnati con la scoperta della dinamite a favore di un premio per la pace.

Nella sezione Delfino[uomini rari si raccontano], Lorenzo Gasparrini condivide e traduce Cinque motivi per essere un uomo femminista, di Jonathan Nathan, post apparso su un sito americano.

Il 5° motivo per essere un uomo femminista, secondo Jonathan (e Lorenzo), è:  “ … L’oppressione non finisce finchè l’oppressore non smette di opprimere. … Nessuno si sente un oppressore. Io non mi sento un oppressore. Ma quasi certamente lo sono, a causa di qualcosa che faccio senza che riesca a comprenderne esattamente tutte le conseguenze … Signori, siete già arruolati nella guerra contro le donne. E’ ora di cambiare fronte.”