venerdì 24 aprile 2015

Inseparabili





Dall'intervista
a Marguerite Yourcenar
di Claude Servan-Schreiber
nel numero 4  di effe
anno X,  Aprile 1982

Pagg. 27-31
Traduzione di Mariella Regoli
© Effe Magazine


[...]
Conoscevo Marguerite Yourcenar per averla incontrata all'epoca in cui stava ultimando la seconda parte dei suoi ricordi familiari. In quel periodo, eludeva tutte le domande personali con un sotterfugio: Adriano o Zenone, quelli che lei chiama i suoi "migliori amici", facevano irruzione nella conversazione rispondendo per lei, rievocando ciò che loro avevano detto , pensato, fatto in tale o talaltra circostanza. Identificandosi con questi grandi uomini, lei non capisce niente - nulla vuol comprendere - del movimento femminista."
[...]

Secondo lei, chi scopre oggi "Memorie di Adriano"  lo legge come avrebbe fatto nel 1951, epoca della sua pubblicazione?
Può sembrare ingenuo da parte mia, ma all'epoca in cui scrissi questo libro, vale a dire fra il 1947 e il 1951, noi avevamo quella specie di mezza uforia in cui ci si sente spesso alla fine di una guerra. Ci si dice che le cose possono forse aggiustarsi  e che non vanno poi così male come sembrava sei mesi prima; che il mondo crollato va aiutato nella sua ricostruzione  su delle basi più ragionevoli, più sagge, più visibili. [...]. Oggi, ancora mi dico che un uomo di buona volontà potrebbe molto. Credo di aver perduto un po' del mio ottimismo, dell'ottimismo che lo stesso Adriano perde alla fine della sua vita, giacché pensando alla guerra di Palestina, si rende conto che le conquiste che ha fatto non saranno durature. Ma io continuo a credere che ciascuno di noi possa molto.
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Quando afferma che la solitudine è un falso problema intende dire che è una nozione esagerata? Come ha spesso affermato che anche la felicità è un concetto eccessivo?
La solitudine, la paura della solitudine, mi sembrano effettivamente, fino a un certo punto, dei concetti esagerati. Anche la felicità. C'è evidentemente la gioia, i momenti di gioia; la gioia di un cane che corre fra l'erba, la gioia di due innamorati che si ritrovano, la gioia di qualcuno lieto per aver ascoltato un concerto che sognava da tanto tempo. Vedo molto bene i momenti di gioia. Ma alla felicità come qualcosa di solido, qualcosa in cui uno si possa stabilire, confesso di non crederci.
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La sua passione per l'ecologia è nota. Questo amore per la natura che da noi sembra così vivo, l'ha scoperto qui, in quest'isola superba?
Ho sempre avuto questa passione per la natura, ma è stato verso il 1955 che ho cominciato a sentire veramente quanto l'ambiente fosse minacciato.C'è stato un periodo in cui pensavo che la natura potesse sbrogliarsela da sé. Poi a un tratto mi sono resa conto che erano stati commessi troppi errori in tutto quello che riguardava la natura e l'uomo. Sono inseparabili. La protezione della natura è al tempo stesso la protezione degli esseri umani.
[...]


(Angela Siciliano)

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venerdì 17 aprile 2015

Donne da non dimenticare

www.vitaactivaeditoria.it

 








Concorso letterario annuale intitolato a Elca Ruzzier "Una donna da non dimenticare"

La Casa Internazionale delle Donne di Trieste, la Sezione della Regione Friuli Venezia Giulia della Società Italiana delle Letterate, indicono un Concorso letterario annuale intitolato a Elca Ruzzier, “Una donna da non dimenticare”.

Elca Ruzzier ha lavorato molto per la nascita della Casa Internazionale delle Donne di Trieste, ne ha condiviso gli obiettivi. Con questo premio vogliamo curare la memoria di questa straordinaria donna che, nella sua attività quotidiana, ha saputo coniugare le caratteristiche di impegno, solidarietà, apertura alle situazioni problematiche, carattere, positività, che sono proprie di molte donne del presente e del passato. Donne che sono lontane dai riflettori dei media e forse proprio per questo sanno essere presenti e attive in situazioni complesse, nei contesti in cui operano.

Obiettivo di questo premio è diffondere la conoscenza e la valorizzazione di figure di “donne da non dimenticare”, del presente e del passato, realmente vissute. Donne che hanno avuto una rilevante importanza nella loro attività, nel loro ambito specifico, nelle condizioni storiche nelle quali si sono trovate ad agire, e hanno dato dimostrazione di capacità, coraggio, disponibilità. Non tanto donne “famose”, quanto quelle figure di riferimento all’interno di particolari ambienti, come il contesto familiare, la scuola, il lavoro, il volontariato, l’attività sociale, culturale, politica, il paese o il rione, l'associazionismo.


Sarà dato ampio risalto al concorso e alle opere premiate sul sito della Casa Internazionale delle Donne di Trieste.

Si concorre inviando una singola opera di lunghezza non inferiore alle 5.000 battute e non superiore alle 14.000 battute spazi inclusi.
Sono ammesse al concorso opere inedite, in lingua italiana, slovena, friulana, o altre lingue con traduzione in italiano, non premiate in altri concorsi.

Il concorso si articola in tre sezioni:
  1. “Scritture soggettive”: lettera, pagine di diario, memorie, con al centro una figura di donna “da non dimenticare”.
  2. Saggio breve o presentazione narrativa di una donna della Regione Friuli Venezia Giulia “da non dimenticare”.
  3. Saggio breve o presentazione narrativa di una donna “da non dimenticare” di altri luoghi nazionali e   internazionali.
Premio: pubblicazione di una antologia con gli scritti vincitori. 
Come partecipare: Visita la pagina relativa al regolamento del concorso nel sito della casa editrice vitaactiva:  eccola!
 


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