giovedì 26 novembre 2015

We need hope, not fear

  Violence against women and girls is a grave violation of human rights. Its impact ranges from immediate to long-term multiple physical, sexual and mental consequences for women and girls, including death. It negatively affects women’s general well-being and prevents women from fully participating in society. Violence not only has negative consequences for women but also for their families, the community and the country at large. On a national level it has tremendous costs, from greater health care and legal expenses and losses in productivity, impacting national budgets and overall development.
That is why violence against women, particularly intimate partner violence and sexual violence against women, is not only a violation of women's human rights, but also a major public health problem.
  It is negatively surprising that about one in three women worldwide have experienced some form of violence in their lifetime. This violence, that can be displayed as sexual aggression, economic coercion, human trafficking, stalking, forced marriage and/or pregnancy or others,  causes physical, sexual or psychological harm, including physical aggression, sexual coercion, psychological abuse and controlling behaviours.
  Women give so much to society that we cannot just watch them suffer and try. Each nation has to adopt and enforce laws to address and punish all forms of violence against women and girls, in line with international human rights standards, and emphasize prevention in all levels of society.

A

domenica 22 novembre 2015

La casa de los espìritus

Via di Crosada, Trieste
Benvenuti nel La casa degli spiriti, lì dove tutto è possibile, dove c’è spazio per i conservatori e i rivoluzionari, per gli uomini di scienza e le donne del fato, per le partenze e gli arrivi, per la generosità e l’avarizia, la tradizione e il progresso. Dovrete farvi largo tra pesanti libri di medicina e orribili statuette del presepe, i bauli dello zio Miguel e i gatti che la Nana faceva sparire, i gioielli mai indossati e le rimesse che arrivavano dalla tenuta in campagna. Nel La casa degli spiriti, insomma, c’è un po’ di tutto, perché la Allende ha voluto legare a un solo luogo le storie di quattro generazioni della famiglia Del Valle-Trueba, tratteggiando i contorni di ogni singolo personaggio che appariva sulla scena e legandolo alle vicende del contesto sociopolitico cileno a partire dagli anni ’20 del secolo scorso. La casa degli spiriti, perciò, è un romanzo storico-sentimentale, narrato, come si scopre alla fine del libro, attraverso le annotazioni dei diari di nonna Clara lette da sua nipote Alba, che riesce così a ricucire gli eventi principali della sua famiglia e la storia del suo Paese.

L’unico personaggio che compare dall’inizio alla fine del racconto è Esteban Trueba, ma la sua vita sarebbe vuota senza la presenza variegata di diverse figure femminili: la sorella, le tanti amanti, la madre… e le donne della famiglia Del Valle. Nivea, Clara, Blanca e Alba di madre in figlia si trasmettono la purezza d’animo e la forza di spirito tipiche della luce che emana dai loro nomi. Sono donne che lottano in silenzio, ma che amano intensamente.
Clara, una dei personaggi forti del romanzo, ha un dono: riesce a comunicare con gli spiriti; questa sua dedizione per il soprannaturale, però, la porta a trascorrere un’esistenza avvolta nei ricordi e nel silenzio.

Era dell’idea che dando un nome ai problemi, questi si sarebbero materializzati e non sarebbe più stato possibile ignorarli; invece, se si fossero mantenuti nel limbo delle parole non dette, avrebbero potuto scomparire da soli, col passare del tempo”.

E invece è proprio il non dire, il tacere, il nascondersi che porta tanti guai a questa famiglia, che si trova ad affrontare problemi economici, politici, sociali e sanitari… ma alla fine l’amore per la famiglia riesce a vincere sul tempo e le ostilità, e per ogni spirito che si spegneva, un altro nasceva e riempiva la casa con la sua presenza.

La casa degli spiriti di Isabel Allende lo trovate nel nostro Centro di Documentazione con l'etichetta Let Lat All Cas. 


A

giovedì 12 novembre 2015

Essere madre dove è difficile essere donna

Un incontro formativo è un’esperienza che da una nuova forma ai tuoi pensieri, un’epifania che plasma il tuo modo di essere; e oggi la Casa Internazionale delle Donne ci offre proprio questo, un momento di formazione e arricchimento personale. Lo fa attraverso la testimonianza di Rossella Vatta, infermiera pediatrica di Emergency, che ci racconterà cosa vuol dire essere madre in un paese, l’Afghanistan, dove è difficile essere donna.  

Le barriere lungo le strade rendono arduo l’approvvigionamento di medicinali e generi di prima necessità.
Le barriere di una cultura tradizionale patriarcale rendono difficoltosa la vita delle donne e la loro esperienza di maternità.
Ma non ci sono barriere tra chi vuole aiutare a sorridere e una nuova vita che si fa spazio nel mondo. 

Il Centro di Documentazione Elca Ruzzier vuole favorire la partecipazione su temi di attualità e di interesse per le donne; per questo vi aspettiamo oggi pomeriggio alle 17:30.

A

domenica 8 novembre 2015

Ho sempre avuto mani di gesso nell'amore

L’amore: l’amore che uccide, l’amore che da vita; l’amore che fa soffrire, l’amore che insegna.
Le donne: le donne che amano, le donne che sono amate; le donne violentate, le donne trascurate.
In Non ti muovere c’è tutto questo. C’è un mondo freddo pieno di persone distanti che si chiedono cosa hanno fatto per meritare tanta solitudine. C’è la difficoltà paradossale di essere autentici nella ricerca della verità. C’è una storia viva che odora, che sanguina e respira. C’è un uomo che racconta come il destino lo abbia accerchiato per prendersi gioco del suo studiato cinismo.
È un romanzo che lascia il segno, e quello che stupisce è l’abilità della scrittrice nel descrivere questo mondo di amore e donne attraverso gli occhi di un uomo. I suoi pensieri, i suoi istinti lo rendono il protagonista di questa storia… o forse la vittima.
Elsa, Angela e Italia sono le donne che segnano la vita di Timoteo: chirurgo, marito e padre modello, o almeno questo è quello che voleva far credere a noi e a lui stesso prima di crollare davanti a forze più grandi di lui.
Elsa, la moglie, una giornalista sin troppo bella, che condivide col medico un’intesa solo di facciata; il loro matrimonio da sedici anni sembra sempre in crisi, tanto da rendere questa situazione normale nella sua anormalità.
Angela, la figlia, una quindicenne ormai abituata all’assenza del padre, che la considera un’adolescente qualunque, più che il sangue del suo sangue; e invece è proprio quando la ragazza è sul punto di morire che Timoteo si rende conto della sua distanza dalle persone che più avrebbe dovuto proteggere e confessa attraverso un silenzioso dialogo con la figlia la sua difficoltà di amare.
Italia, l’amante, una donna semplice, di umili condizioni e, per certi versi, insignificante, verso cui il protagonista prova un’attrazione viscerale; attraverso, prima, una squallida violenza e, poi, un’infantile tenerezza i due intessono un rapporto conflittuale dove si alternano generosità e senso di colpa. Sarà questa donna a mettere in discussione le certezze del chirurgo e a guidarlo in un doloroso cammino verso la condivisione delle emozioni.

     “Cosa vuol dire amare, figlia mia? Tu lo sai? Amare per me fu tenere il respiro di Italia nelle braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento”.
      “Non è stato facile amare per me, Angela, credimi, non lo è stato, ho dovuto imparare. Ho dovuto imparare a carezzare una donna, a mettere la mano nel verso giusto. Mani di gesso, ho sempre avuto mani di gesso nell’amore”.

Il dolore più grande che il protagonista condivide con i lettori è la sua consapevolezza di non essere mai riuscito a voler bene davvero...


…con lo stile della Mazzantini è così: o ti piace o non ti piace, e a me questo libro piace, per questo, a più di dieci anni dalla sua pubblicazione e nonostante le già migliaia di recensioni, secondo me vale la pena rileggere e spendere qualche parola per Non ti muovere. Lo trovate nel nostro Centro con l'etichetta Let Ita Maz Non.

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