lunedì 21 dicembre 2015

Una biblioteca di auguri!

Durante questo periodo di feste che sta per cominciare, quando aprirete un regalo, o riabbraccerete il vostro nipotino, o sfornerete il dolce più buono che vi sia mai riuscito o vi concederete finalmente un bel bagno caldo con tanta schiuma, vi auguro di riempirvi di gioia come Useppe quando iniziò a scoprire il mondo che lo circondava.
…perché la felicità risiede nelle piccole cose e l’amore va mostrato e accolto senza confini il 25 Dicembre così come il resto dell’anno.

«Tutto ciò che vedeva intorno lo interessava e lo animava gioiosamente. Mirava esilarato i fili della pioggia fuori della finestra, come fossero coriandoli e stelle filanti multicolori […]. Il colore d'uno straccio, d'una cartaccia, suscitando innanzi a lui, per risonanza, i prismi e le scale delle luci, bastava a rapirlo in un riso di stupore. Una delle prime parole che imparò fu ttelle (stelle). Però chiamava ttelle anche le lampadine di casa, i derelitti fiori che Ida portava da scuola, i mazzi di cipolle appesi, perfino le maniglie delle porte, e in seguito anche le rondini. Poi quando imparò la parola dóndini (rondini) chiamava dóndini pure i suoi calzerottini stesi a asciugare su uno spago. E a riconoscere una nuova ttella (che magari era una mosca sulla parete) o una nuova dóndine, partiva ogni volta in una gloria di risatine, piene di contentezza e di accoglienza, come se incontrasse una persona della famiglia». La storia, Elsa Morante

Per il 2016 il desiderio più grande che il Centro di Documentazione può esprimere è di vedervi riempire la sua biblioteca e sfogliare i libri e le riviste che riempiono i suoi scaffali: potrete scegliere un volume per ognuno dei 366 giorni dell’anno che verrà!

Buone feste, buone letture e buona vita nuova!

mercoledì 16 dicembre 2015

Imparare ad amarsi

«Imparai a leggere a cinque anni […]. 
A otto anni imparai ad andare in bicicletta […]. 
A dodici anni imparai che ero grassa […].
Imparai a stare a dieta… e, naturalmente, a barare sulla dieta. Imparai a provare infelicità e vergogna, a evitare gli specchi e gli sguardi maschili, a difendermi in anticipo dagli insulti che inevitabilmente mi aspettavo […]. Imparai una serie di trucchi per rendermi invisibile […], considerarmi esclusivamente un corpo, e per giunta un corpo che aveva mancato il bersaglio, che si era trasformato in una cosa orrenda, sgradevole, indegna di amore.
Mi sarei potuta descrivere in mille modi – intelligente, spiritosa, gentile, generosa – ma scelsi un unico aggettivo, quello che il mondo aveva scelto per me: “grassa” […].
Quando mia figlia nacque due mesi prima del previsto imparai che esistono […] esperienze più spaventose che provare un costume da bagno davanti al triplice specchio di un negozio […].
Ma ho imparato che esiste anche il conforto di poter contare su persone che ti amano, di chiedere aiuto e di capire finalmente che meriti considerazione e amore anche se non scenderai mai sotto la taglia quarantotto […].
La verità è che vado bene come sono. Ed è sempre stato così […]. Mi amerò come sono […]. Mi amerò perché sono forte […].
Ma soprattutto amerò mia figlia. Le dirò che è bella […]. E le dirò che indipendentemente dalla sua taglia potrà essere felice, forte, sicura di trovare amici, il successo e persino l’amore.»

Brava a letto di Jennifer Weiner non è sugli scaffali del Centro di Documentazione, ma secondo me è un libro che dovrebbe essere nella libreria di ogni ragazza. Magari per le più intellettuali sarà solo un romanzetto da ombrellone, invece per me, ragazza, e donna, insicura e a disagio col suo corpo mai sotto la taglia quarantotto, ha significato tanto. Vedere scritto nero su bianco che una possibilità c’è anche per me mi ha dato la spinta per continuare a crederci. Ed è proprio questa spinta che dobbiamo comunicare a ogni donna, madre, cugina, ragazza, sorella, amica, vicina di casa che incontriamo; dobbiamo sempre ricordarci di dir loro che indipendentemente dalla loro taglia, da come si vestono, dalla lingua che parlano, dalle rughe che segnano il loro viso, potranno essere felici, forti, sicure di trovare amici, il successo e persino l’amore. Non dobbiamo nascondere il bello che c'è in noi. «La nostra vita» dobbiamo dir loro, «la tua vita, sarà straordinaria».


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giovedì 10 dicembre 2015

Le donne della Cid festeggiano assieme alle scrittrici del concorso Elca Ruzzier


   L'11 Dicembre per gli amici della Casa Internazionale delle Donne di Trieste è una data importante da ricordare: si festeggia l'apertura della Casa a tutte le donne e agli uomini che condividono gli ideali di cooperazione, libertà e cultura delle fondatrici. 
   Quest'anno, però, c'è un motivo in più per festeggiare: le scrittrici scelte e segnalate dalle giurate della casa editrice Vita Activa verranno premiate per aver partecipato con un bel racconto al concorso annuale di scrittura intitolato a Elca Ruzzier, Una donna da non dimenticare
   Nell'edizione 2015 sono state tre le autrici premiate e ben undici quelle segnalate per aver condiviso, con la casa editrice, prima, e con i lettori del libro che verrà pubblicato, poi, la propria personalissima storia di una vera donna da non dimenticare. Nei loro scritti si parla di madri, di nonne, di intellettuali, di combattenti; donne che, nel loro piccolo, hanno lasciato il segno. 
   E le scrittrici che vorranno leggeranno per noi un passo del loro racconto, così che anche il compleanno della Casa delle Donne sia un giorno da non dimenticare.

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martedì 1 dicembre 2015

Il Centro di Documentazione Elca Ruzzier, nel suo ciclo di incontri con scrittrici locali, e la sua bibliotecaria, Simonetta Pasqualis, giovedì 3 Dicembre presentano il libro L’altra metà della mela, di Simona Cerrato, donna di scienza che da anni si occupa di editoria e divulgazione. 

Quella che vi verrà presentata è una storia vera, un viaggio alla scoperta di un paese meraviglioso, il Nepal, segnato, sì, da tanti eventi  tragici, ma ancora tutto da scoprire. Dopo aver visitato questo paese del lontano oriente con la consapevolezza tipica di due donne che hanno imparato, vissuto, lottato e amato, Simona Cerrato e Isabella Bembo decidono di pubblicare un reportage del loro viaggio vissuto in prima persona, alternando immagini e parole per restituire al lettore ogni sguardo, profumo e suono che del Nepal volevano catturare. Il tutto è raccontato attraverso gli occhi di un gruppo di bambini alla ricerca delle loro origini, perché, si sa, nulla riempie di più della curiosità dei bambini, che nello scoprire il mondo mettono in gioco tutto loro stessi. 

Le presentazioni che le autrici fanno del loro libro L’altra metà della mela ruotano attorno all’associazione Apeiron, organizzazione di volontariato che opera in Nepal a favore di donne e bambini, tra le categorie più svantaggiate in quel paese ricco di tradizioni e bellezze naturali, ma ancora povero di opportunità e uguaglianza. Proprio per approfondire l'argomento, nella Casa Internazionale delle Donne giovedì sarà presente anche una rappresentante dell'associazione, Michela Monachesi.

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