martedì 18 ottobre 2016

Il conto delle minne

“Il conto delle minne dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla”: nonna Agata ripete alla nipotina Agatina quanto è importante onorare la santa di cui entrambe portano il nome preparando quei dolcetti alla ricotta che tanto ricordano i seni delle donne. La nonna ci crede davvero, anche perché la sua storia familiare glielo ha confermato, che far contenta la santuzza aiuta le fimmine a proteggersi da ogni male che potrebbe toccare le proprie minne. Proprio per questo nonna Agata non si stanca mai di impastare cassatelle, riempirle di morbida ricotta fresca, glassarle di bianco e decorarle con un candito rosso in punta, come un capezzolo ben teso. E non c’è regalo più grande per la nipote che insegnarle la ricetta di questi dolci magici, trascorrendo insieme la festa di Sant’Agata e raccontando la storia della sua famiglia, fatta di donne che faticano a trovare posto in una Sicilia che ragiona al maschile. I seni di queste donne, seni grandi, fieri, fecondi, desiderati, ma anche seni malati, o quasi piatti, o trascurati dai mariti, seni di ogni tipo, di ogni età sono la metafora di generazioni di donne testarde e timide, studiose e focose che creano una sicilianissima storia familiare dove convivono speranza e arrendevolezza, giustizia e omertà. 
Il conto delle minne dev’essere pari, per l’appunto, perché se il numero non ridà vuol dire che c’è un problema: e diverse familiari della piccola Agata, e lei stessa, ormai donna, si troveranno di fronte a una piccola nocella che si ingrandisce fino ad ammalorare tutto il seno. Così Agata, dimenticati i consigli, la devozione alla santa e le tradizioni della nonna, non prepara più dolci e si ritrova con una minna sola. Una donna monca nel corpo e nell’animo, che con il tempo trova riscatto proprio in quelle cassatelle.

Un libro diviso quasi a metà, questo della Torregrossa, perché quanto scorrevole e coinvolgente è la prima parte, quanto triste e monotematica risulta essere la seconda, in cui Agata, donna, cade in una spirale negativa dalla quale aveva tanto lottato per allontanarsi quando era bambina. Ma ci può stare, perché nessuna è perfetta, perché anche le donne in gamba, quelle che studiano, che viaggiano, che non si fanno mettere i piedi in testa possono prendere un abbaglio, possono incontrare l’uomo sbagliato e rendersene schiava. L’importante, come accade alla protagonista, è rendersi conto dell’errore, uscire dalle situazioni che ci fanno soffrire e ricominciare a vivere. 

Il conto delle minne, Giuseppina Torregrossa, Oscar Mondadori, 2009

A.

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