giovedì 21 settembre 2017

Due poesie di Roberta Dapunt

Roberta Dapunt
















Da LE BEATITUDINI DELLA MALATTIA
di Roberta Dapunt
Einaudi, 2013

(Dialogo con UMA che in ladino significa madre,
per l'autrice ormai nome-concetto universale).




Il freddo corridoio e le corone di fiori,
odore di estati messe a seccare.
Chiamami quando avrai finito di lavarti.
ti vestirò le calze, ho posto le pantofole ad aspettare
i tuoi piedi dalle dita intrecciate.


2
il dialogo

A nulla io dico, nulla tu rispondi.
Così ora tu sai ciò che io non sapevo,
tu racconti ciò che io non avrei ascoltato prima,
tu ascolti ciò che io non avrei detto mai.
Ci siamo necessarie, dunque.
Così poco basta ad essere fondamentale nei giorni,
seppure nei tanti libri, scritture espongono discorsi ideali.
Ce li teniamo sopra la testa, mentre il silenzio,
tu e io, dimenticate ancora prima di aver dimenticato.
Che sia poetico forse anche il nostro tempo, Uma?



Link: franzmagazine.com


(Angela Siciliano)
 
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